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sabato 14 febbraio 2026

MISTER NOIR: SANREMO CODE (New Version 2026)

Milano, lunedì 8 febbraio 2016, ore 12.00

Mister Noir ed Elena Fox stavano seguendo a distanza un uomo uscito da un portone in Viale Romolo: lui, Mr. Noir, seduto davanti, lei, Elena, in piedi dietro, a spingere la carrozzina del suo capo.

Guardando il cielo qualcuno aveva prognosticato il diluvio universale. Invece no: il cielo non era proprio blu, ma nulla di cui preoccuparsi. O almeno così speravano!...

 

Tre giorni prima, ore 10.15

L’aspirante cliente che era seduta di fronte a lui era bionda, disperata, e bella. E tra le lacrime, che si detergeva con un fazzoletto bianco, gli aveva mostrato una delirante lettera che aveva ricevuto. In piedi alla destra dell’investigatore privato c’era, come sempre, Elena Fox, la sua bella e indomabile assistente.

 

 
Cara Chiara, mia dolce neo-ex, io non ti amo più. Lo so che infinite volte ti ho detto che noi siamo infinito e che ti avrei portato via da qui, promettendoti cieli immensi. Ma il primo amore non si scorda mai.

 

Mister Noir guardò per un attimo la donna, poi posò uno sguardo interrogativo su Elena, che ne intercettò subito l’implicita domanda. Ma che scrive questo?

Lei rispose con un leggero colpo di tosse, e i due detective ripresero a leggere.

 

Quando sono lontano da lei, non vivo più. Lo so che ti sto facendo del male, ma ora o mai più (le cose cambiano). Mi dispiace tanto, ma torno da lei. Un giorno mi dirai come te la passi. Per ora, addio. Ex Tuo, DD

 

“Se gli dispiace tanto, perché allora torna dall’altra?” proruppe Mr. Noir, con la sua pronuncia imperfetta dovuta alla propria tetraparesi spastica, ma dal tono chiaramente ironico.

“Come, scusi? Non ho capito” disse la donna.

Elena si trattenne dal proprio abituale ruolo di traduttrice simultanea, intuendo che, per una volta, l’ironia del suo capo non era indirizzata all’interlocutore di turno.

“E quella doppia D, che cosa significa?” finse di ripetere il detective, sempre in sintonia con la propria assistente.

“Dario Duchi: è il suo nome.”

“E il suo cognome?”

“Come, scusi?” chiese la donna, sgranando con dolcezza gli occhi. Questa volta l’aveva capito, ne era sicura, ma ciò che aveva capito non aveva alcun senso!

Elena, abituata alle manifestazioni di incredulità (o di irritazione) di chi incocciava nell’umorismo di Mister Noir, decise di intervenire. “E cosa possiamo fare per lei?”

“Non è da lui scrivere una lettera così. Non è in sé.”

“E chi ne dubita?!” esclamò ironico il carrozzinato.

“E voglio scoprire il perché.” E, detto ciò, la donna diede loro un proprio biglietto da visita.

Il detective lesse l’indirizzo

 

Viale Liguria, 16

 

e sbuffò. Non sapeva perché, ma tra Celle Ligure e Sanremo, la Liguria aveva già reclamato più volte le sue attenzioni di detective. E ora l’avrebbe fatto pure in qualità di Viale!

 

Oggi, ore 12.10

Non era stato difficile decodificare il messaggio per il detective. Dopo che aveva accettato il caso, ammesso che potesse essere definito tale, Mister Noir si era fatto subito raccontare dalla sua cliente che tipo era Dario Duchi, chiedendole anche qualche informazione specifica, tra cui l’indirizzo. E, una volta congedata la donna e riletto con attenzione il messaggio, la soluzione gli si era parata davanti agli occhi.

Ora i due detective svoltarono in Viale Liguria, e si bloccarono: Dario Duchi, l’uomo che stavano seguendo, era arrivato sotto casa della loro cliente.

Lei uscì dal portone, e insieme raggiunsero un bar coi tavolini fuori. L’aria tiepida di quell’anomalo febbraio primaverile permise loro di stare all’aperto.

I due detective rimasero in disparte, a osservare la scena. L’uomo gesticolava, sventolando con passione la lettera che pensava gli avesse scritto lei, inneggiando all’intesa finalmente ritrovata; la donna cercò di dissimulare lo stupore, come le avevano consigliato i due detective al telefono, e in quel momento capì che Dario, da lei, voleva solo più attenzione, più complicità.

Poi, a un certo punto, li vide. E li notò anche lui.

Si avvicinarono.

“Sono due miei amici” annunciò Chiara.

“Piacere, Elena” si presentò la detective, stringendo la mano all’uomo.

”E lei?” chiese l’uomo all’uomo in carrozzina.

“E io no!” ribatté Mister Noir, sottolineando l’ovvietà.

Dopo qualche secondo di costernazione, che si era dipinta sul viso dell’uomo, Elena prese la parola. “Be’, visto che siete reciprocamente in buona compagnia, ora vi lasciamo.”

Chiara li salutò con un sorriso, e, prima che Dario potesse chiederle spiegazioni su quel tipo indisponente, gli andò alle spalle e cominciò a leggere la lettera insieme a lui.

 

Caro Dario, ho riflettuto molto su quanto mi hai scritto, portando la tua lettera sempre con me nella mia borsa, la borsa di una donna. Ti avviso che non farò recriminazioni, parlando di me e di te, perché ho impostato la mia vita a vincere l’odio e tutto quello che può generarlo. Ma non accetterò nessun grado di separazione, rimuginando su sogni e nostalgia. Ti scrivo queste parole semplicemente, col cuore che mi batte forte e facendo mezzo respiro per volta; ma ho capito ciò che hai voluto dirmi. Quindi, wake up baby, e ricominciamo! Ti amo. Sempre Tua, Chiara

 

Ormai a parecchi metri di distanza dalla cliente, Elena, con fare noncurante, fece cadere due parole dal cielo. “Finalmente piove” disse. “O comunque… pioverà!”

“In che senso?” domandò lui, guardandola in tralice.

“Be’, in tanti anni che ci conosciamo, è la prima volta che ci occupiamo di un giallo-rosa!... E l’idea di rispondere a Dario Duchi con una lettera utilizzando i titoli delle altre canzoni di questo Festival di Sanremo, fingendo di essere Chiara, è stata davvero geniale!”

“Be’, cara Elena, leggendo la lettera di Duchi alcune parole mi balzavano agli occhi, come fossero scritte in neretto. Poi, quando Chiara ci ha detto che lui era un grande appassionato di musica, e quindi anche di Sanremo, ormai alle porte, ho capito che la lettera che le aveva scritto doveva essere un test: una richiesta di attenzione alle sue passioni e di complicità. E, una volta verificata questa mia ipotesi, ho attuato la mia soluzione.”

“E poi, com’era assolutamente prevedibile,” continuò Elena, “appena Duchi l’ha contattata per vederla, lei ci ha telefonato, informandoci pure sull’orario.”

“Già. E noi siamo venuti qui per verificare che, in effetti, tutto filasse liscio, senza improvvisi scatti di follia” finì lui.

Elena fece ancora qualche passo, poi si fermò. “Una curiosità” enunciò in tono beffardo. “Racconterai al tuo biografo anche questa nostra anomala avventura romantica?”

“Certo. Anzi, lo farò appena arrivati a casa!... E sono certo che lui la scriverà e la pubblicherà prima dell’inizio del Festival!”

Ovviamente, Mister Noir avrebbe avuto ragione anche questa volta!

  

©Sergio Rilletti, 2016-2026

 

giovedì 21 novembre 2024

MISTER NOIR: HATE & LOVE (Il "trailer letterario" del primo romanzo di Sergio Rilletti)

 

Un ragazzo scompare misteriosamente. Un altro compie una rapina, e poi se ne dimentica. Un terzo sparisce pure lui. E una ragazza coraggiosa, e di solito razionale, che per amore decide di ficcarsi nei guai.

E tutti i loro genitori assumono Mister Noir per capire cosa stia succedendo e ritrovarli.

Partendo da un gioco di ruolo virtuale fantasy, Hate & Love, dove i giocatori sono immersi in scenari ispirati ai luoghi della Liguria e, al tempo stesso, impegnati in prove reali pericolose e senza senso, Mister Noir ed Elena Fox si impegnano a fondo per riannodare i fili evanescenti di un’intricata vicenda che unisce i quattro giovani protagonisti, ma che sembra sfuggire a ogni tipo di logica.

 Una vicenda che si dipana tra Milano, Albisola Superiore, ed Ellera, dove i due detective, più temerari e sfrontati che mai, dovranno vedersela non solo con nemici reali e dannatamente ben organizzati, ma pure con poteri occulti, storie e miti liguri, e molto altro… compiendo scoperte assolutamente inimmaginabili.

Mister Noir: Hate & Love.

Il primo romanzo della serie di Mister Noir - il primo eroe disabile seriale della Storia della letteratura italiana, protagonista di thriller umoristici -, la sua avventura più sorprendente e colossale - nata per essere un film -, il volume che celebra il ventennale della sua nascita editoriale, è ora in vendita - in cartaceo e in e-book - su Amazon da Oakmond Publishing (CLICCA QUI).

ANCHE SE SIETE DA 20 ANNI ACCANITI FAN DI MISTER NOIR, QUESTO ROMANZO VI SORPRENDERA’!


©Sergio Rilletti, giovedì 21 novembre 2024


mercoledì 16 ottobre 2024

MyLife - 20 ANNI CON MISTER NOIR (Un articolo autobiografico inedito)

Ebbene sì, sono passati vent’anni. Devo farmene una ragione.

Non che io li senta (anche perché gli anni passano, mica ti parlano!), ma è così.

Sono passati 20 anni da quella magnifica serata di Sabato 16 Ottobre 2004, quando, nella zona ristorante dell’Admiral Hotel di Milano, alle ore 20.14, dopo un lungo periodo di gestazione di circa tre anni, lui nacque.

No, non sto parlando di un neonato, e neanche di un bambino di circa tre anni, ma di colui che, sin dalla sua prima apparizione, era predestinato a diventare il primo eroe disabile seriale della Storia della letteratura italiana - affetto da tetraparesi spastica, esattamente come me -, protagonista di thriller umoristici.

Mister Noir.


Nacque in un numero di M-Rivista del mistero, fondata e diretta da Andrea G. Pinketts e Andrea Carlo Cappi, intitolato Sangue spagnolo, con un romanzo breve di genere fantastico, La vendetta dell’uomo che non era mai nato, che univa il thriller storico, come qualcuno l’ha definito, all’urban fantasy, dando origine a una serie di racconti completamente nuova, Le avventure di Mister Noir.

La sua età non era precisata, ma già dalla sua seconda avventura, Caccia alla cacciatrice, viene attestata sui trent’anni. Età che, nonostante il passare del tempo, non sembra essere cambiata; né per lui né per Elena Fox, la sua bella e indomita assistente che lo aiuta nelle indagini. E confido che, prima o poi, Mister Noir - di cui mi vanto di essere il biografo - mi rivelerà il segreto della loro permanente giovinezza.

Intanto i due simpatici detective privati, dotati di un forte senso dell’umorismo (lui) e di una notevole empatia (lei), continuano a indagare, passando di mistero in mistero, da un genere di thriller all’altro, conquistando l’interesse sia degli appassionati e degli esperti di gialli, nel senso più esteso del termine, sia di chi si occupa, a vario titolo, di disabilità.

Ma fu una domanda del tutto inaspettata di una giornalista a farmi trovare Mister Noir catapultato direttamente nella mia vita reale.

Nel marzo 2010, infatti, la giornalista Silvia Gelmini, nel bel mezzo di un’intervista reale al sottoscritto per il sito EducazioneSostenibile.it, mi chiese cosa ne pensasse Mister Noir dell’educazione ambientale.

E io che ne so?, pensai.

Ma, non potendo ovviamente risponderle così, cominciai a cercare una soluzione, la trovai, e le risposi nel seguente modo: Com'è noto a chi segue da tempo Le avventure di Mister Noir, io sono il biografo dell’ironico detective; quindi io gli ho girato la domanda, e lui ha risposto così: "L'educazione ambientale è davvero un problema annoso, perché l'ambiente non vuole affatto essere educato. Protesta su tutto!… Lo smog gli rende poco gradevole l'aria, gli abusi edilizi deturpano la sua immagine, non vuole permettere ai cacciatori di fare liberamente quello che vogliono, e ogni volta che qualcuno abbatte una parte di foresta gli cresce il buco nell'ozono!… E' pieno di esigenze, questo ambiente!… E, di contralto, ci sono terremoti, alluvioni, esondazioni, pareti di montagna che sembrano sciogliersi come panetti di burro franando, tsunami, eruzioni vulcaniche, e onde anomale, che si abbattono su tutto ciò che l'uomo ha creato per garantirsi il possesso dell'ambiente; e, a chiosa di tutto ciò, orche rinchiuse in parchi acquatici che affogano le proprie istruttrici!… Ecco: io non so se questi fatti siano un chiaro messaggio dell'ambiente, ma, se fosse per me, lo tratterei con molto più rispetto… magari dandogli del Lei!".

A ripensarci sembra incredibile, ma, girando la domanda direttamente a Mister Noir, avevo trovato subito le parole giuste, la risposta esatta, ma proprio esatta.

Ebbene sì, Mister Noir mi aveva levato da un brutto impiccio.

E quello fu solo l’inizio.

Da quel momento, Mister Noir cominciò a palesarsi nella mia realtà: facendo un intervento in una chat d’un programma radiofonico che stavo ascoltando, per complimentarsi con mia nipote Greta; scrivendo un messaggio personale a Tecla Dozio, pubblicato nel volume a tiratura unica Te la ricordi la Libreria del Giallo?; e, soprattutto, come seppi in seguito, seguendo dei casi connessi con alcune mie vicende ed esperienze, più o meno conosciute.

Così prendono vita racconti come Tre primi incontri e C’è del marcio a Monticello Brianza, e romanzi brevi come Testimonial di una profezia (Operazione Polluce Blu) e Assalto alla RAI, tutti contenuti nel corposo volume Mister Noir (edito da Oakmond Publishing - CLICCA QUI), in cui la mia fantasia e la mia autobiografia si fondono, senza però mai confondersi, tra loro, decretando la svolta decisiva delle avventure di Mister Noir.

E i primi due racconti di questa nuova era, indipendentemente dal successivo ordine cronologico, furono Inseguimento a ruota, che scrissi per il sito della LEDHA-Lega per i diritti e la dignità delle persone con disabilità, ambientato a Celle Ligure, e Attentato al Cineindipendente, che scrissi per i tipi dell’Associazione Progetto Cine Indipendente, di Celle Ligure, in occasione del primo incontro pubblico in assoluto - intitolato I Misteri di Mister Noir - che mi vedeva protagonista, corredato pure da un fascicolo con una raccolta di miei racconti realizzato appositamente per l'occasione.


Ma non è finita qui.

E’ sempre a Celle Ligure, dopo una formidabile presentazione del libro Le avventure di Mister Noir (Cordero Editore) - mirabilmente condotta da Daniele G. Genova e Martin Zanchetta, e con un pubblico particolarmente attivo e partecipe -, che Mister Noir ricevette una candidatura come cittadino onorario… anche se poi il sindaco, Renato Zunino, decise invece di attribuire a me la prima, e per ora unica, Civettina d’Oro della città, assegnandomela per meriti culturali. Mentre, in tempi molto più recenti, su invito di Stefano Pastorino che mi ospita regolarmente nel suo programma Noi su Radio Skylab, Mister Noir ha fatto un intervento nella mia rubrica radiofonica Parola di Scrittore-Cinque minuti con Sergio Rilletti!... E, come se tutto questo non bastasse, nel 2020, su specifica richiesta di Giada Trebeschi - scrittrice, e capo-editor della Oakmond Publishing -, è stato lui a scrivere, a modo suo, una breve biografia su di me (CLICCA QUI)!

Infine, lo scorso agosto, per presentare il mio attuale libro che lo riguarda, Mister Noir appunto, in modo un po’ diverso, ho ideato una presentazione-recital intitolata Un recital per Mister Noirriservandomi una parte nel ruolo di me stesso.

Oggi è il 16 ottobre 2024. E’ mercoledì anziché sabato, questo è vero, ma sono pur sempre passati vent’anni; non c’è niente da fare.

E, per celebrare degnamente questo storico anniversario, a breve uscirà il primo romanzo vero e proprio della serie: Mister Noir-Hate & Love (edito da Oakmond Publishing).

Non voglio anticiparvi nulla, ma sarà un romanzo che si snoderà tra l’attualità… e tutto ciò che caratterizza le avventure di Mister Noir. E spero proprio che sorprenderà voi, nel leggerlo, come ha sorpreso ripetutamente me, nello scriverlo!


 
 ©Sergio Rilletti, mercoledì 16 ottobre 2024 – ore 16.37

 

giovedì 6 luglio 2023

DIETRO LE QUINTE DI... "MISTER NOIR" DI SERGIO RILLETTI - 6^ Puntata: DATA PALINDROMA, RAPINA PALINDROMA

 

Salve a tutti!... Nella puntata precedente vi ho parlato de La vendetta dell’uomo che non era mai nato e di come - dalla lettura di un breve articolo sulla riforma che portò all’istituzione del calendario gregoriano, dalla voglia di scrivere un racconto particolarmente originale (il primo di una nuova serie!), e da un contrattempo - sia potuto nascere un racconto come questo (CLICCA QUI). Ora vi racconterò di come l’esigenza di ambientare un racconto in un determinato anno per poter dare un rigoroso ordine cronologico alla serie e quindi al libro stesso - com’era accaduto con la stesura di Tre primi incontri (CLICCA QUI) -, mi abbia fatto tornare alla mente un giorno un po’ particolare per tutti noi, invogliandomi a restituirlo alla memoria collettiva tramite un racconto costruito ad hoc.

Palindromite acuta, infatti, è una short-story che avevo scritto per il mio libro precedente, Le avventure di Mister Noir (Cordero Editore), per colmare un vuoto narrativo, e ora ripubblicata in questo volume, Mister Noir (Oakmond Publishing).

Ambientata il 20-02-2002, una data palindroma che i mass media avevano trasformato in un giorno quasi di festa, dove Mister Noir ed  Elena Fox, andando fuori a cena per puro diletto, si ritrovano ad affrontare una rapina. Ma non una rapina tradizionale, come può capitare a un qualsiasi investigatore privato, bensì un’inconsueta, e alquanto folle, rapina palindroma, perpetrata da un giovane rapinatore!… E Mister Noir, profondamente irritato soprattutto da un atto di bullismo - che il giovane rapinatore commette nei confronti di due bambini - più che dalla rapina in sé, decide di intervenire, a modo suo, un po’ alla Bud Spencer, in difesa dei due piccoli.

Un racconto, Palindromite acuta, che appartiene a un filone parallelo alla serie tradizionale, inaugurato nel Luglio 2006 sul sito divulgativo della LEDHA-Lega per i diritti e la dignità delle persone con disabilità, con la short-story Inseguimento a ruota - di cui vi parlerò in una prossima puntata -, dove, trattando Mister Noir come un personaggio reale, narro alcune sue giornate slegate dalla sua professione (o almeno che iniziano così), evidenziando alcuni lati del suo carattere che altrimenti rimarrebbero celati.

Una storia ambientata in una data palindroma ben precisa, in cui non solo ho cercato di riprodurre il clima di unicità che si respirava quel giorno, ma dove ho voluto ricordare anche l’iniziativa del Corriere della sera, a cui avevo aderito anch’io scrivendo un racconto autobiografico breve, come richiesto, e alquanto anomalo, riguardante quella giornata, intitolato Anna-Una storia palindroma (CLICCA QUI).

Infine, una curiosità. Il racconto, non citato esplicitamente, di cui parlo in Anna-Una storia palindroma è Delitto impossibile, quello che poi, come vi ho raccontato nella puntata precedente, è stato pubblicato, per uno strano gioco di specchi, nel Marzo 2005, sul numero di M-Rivista del mistero intitolato Finestra sull’ignoto, dove sarebbe stata destinata la prima avventura di Mister Noir.

Uno strano gioco di specchi, quello tra la mia vita e le avventure di Mister Noir, che si riflette in modo diverso in diversi racconti. Ma, di questo, ne parleremo più diffusamente nelle prossime puntate!

CONTINUA…

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@Sergio Rilletti, mercoledì 5 luglio 2023

 

giovedì 29 giugno 2023

DIETRO LE QUINTE DI... "MISTER NOIR" DI SERGIO RILLETTI - 5^ Puntata: LA VENDETTA CHE VENNE DALLA STORIA

Salve a tutti!... Nella puntata precedente vi ho parlato di Tre primi incontri, il racconto che apre la mia antologia, Mister Noir (Oakmond Publishing), e di come la mia vita reale e la mia fantasia possano intrecciarsi tra loro in queste storie (CLICCA QUI). Ora vi racconterò la genesi de La vendetta dell’uomo che non era mai nato, il romanzo breve che, nell’Ottobre 2004, diede inizio alla serie Le avventure di Mister Noir sulle pagine di M-Rivista del mistero.

In quest’avventura, Mister Noir si ritrova a muoversi tra chiese cattoliche, presunti maghi, sette sataniche, e cacciatori di libri senza scrupoli, per dare la caccia a un fantasma serial killer che fa strage di preti. Suo cliente, un prete dal nome singolare, don Gianni Boncompagni, perseguitato da un terribile incubo accompagnato da una frase minatoria in latino (che feci tradurre dall'italiano al latino, appunto, da mio padre).

Ma come mi venne quest’idea?

Quando, nel 1999, scoppiò la diatriba culturale tra la comune ma errata convinzione che il Capodanno del 2000 avrebbe celebrato l’inizio del secondo millennio e la giusta e ponderata deduzione che invece avrebbe celebrato il compimento, e quindi la fine, di tale millennio, mio padre, che come me sosteneva questa seconda tesi, mi fece leggere un breve articolo sulla riforma del cosiddetto calendario gregoriano (ovvero quello che usiamo ancora oggi).

L’articolo non risolveva la diatriba, ma enunciava quali provvedimenti fossero stati adottati per adeguare il calendario terrestre a quello astronomico… dandomi subito lo spunto per scrivere un thriller di genere fantastico.

Tuttavia, al momento, dovetti rinunciare a questo progetto e dedicarmi ad altro (erano gli anni in cui collaboravo assiduamente con l’Agenzia giornalistica Hpress), anche se l’idea continuava a ronzarmi per la mente.

Quando poi, nel 2003, iniziai a scrivere la prima avventura di Mister Noir per un numero di M-Rivista del mistero intitolato Finestra sull’ignoto, dedicato appunto ai thriller surreali, decisi di riprendere quest’idea adattandola al mio nuovo progetto.

Pertanto mi documentai a fondo sulla riforma che portò alla nascita del nostro calendario… a partire da una drastica decisione, assolutamente inimmaginabile, che ora non vi rivelerò per non rovinarvi l’effetto sorpresa nella storia ma che mi diede l’idea per la trama e per il titolo di questo racconto. Era la prima storia di una nuova serie (o almeno questa era la mia intenzione!), la prima con un eroe disabile (seriale) protagonista di thriller umoristici. E quindi doveva essere proprio dirompente!

Tuttavia, in corso d’opera, agli inizi del 2004, appresi che questo racconto non avrei più potuto pubblicarlo su quel numero di M-Rivista del mistero, ma su un altro, intitolato Sangue spagnolo.

Infatti, Andrea Carlo Cappi, Direttore Editoriale della rivista, era venuto a sapere che quell’Ottobre, La passione per il delitto - un importante festival letterario internazionale che si svolgeva a Monticello Brianza -, sarebbe stato dedicato al giallo spagnolo; quindi scambiò l’uscita dei due numeri, in modo da poter presentare, giustamente, Sangue spagnolo in anteprima a quel festival, ma anticipando di tre mesi l’uscita di Finestra sull’ignoto (anche se poi, in effetti, uscì l’anno dopo, nel Marzo 2005).

Ritrovandomi a ridosso di una scadenza fuori programma, che mi impediva di finire in tempo La vendetta dell’uomo che non era mai nato, mi affrettai a inviare a Cappi un altro mio racconto, Delitto impossibile, adatto per quel numero (non sia mai che perdessi un’opportunità!), e, essendomi prefissato che ogni avventura di Mister Noir dovesse essere in tema col numero della rivista che l’avrebbe ospitata, cercai un appiglio per agganciare il mio racconto al giallo spagnolo.

Così decisi di citare, all’interno del mio racconto, il bel romanzo Il Club Dumas di Arturo Pérez-Reverte, che, su consiglio dello stesso Cappi, avevo letto per poter scrivere quella prima avventura di Mister Noir. Inoltre, essendo un tenace inseguitore del paradosso e della perfezione, mi cimentai pure nella recensione di quel libro (CLICCA QUI), creando in questo modo, su quel numero, una sorta di crossover tra un mio racconto e una mia recensione di un romanzo spagnolo.

Inoltre, essendo consapevole che se ero arrivato a quel punto lo dovevo soprattutto alla mia amica Federica, che per quattro anni mi aveva tenacemente accompagnato agli incontri letterari condotti da Andrea G. Pinketts & Andrea Carlo Cappi, volli inserirla, col suo nome e la sua descrizione, in quel mio racconto, importantissimo per me, riservandole un piccolo cameo… e trasformandola, nel tempo, in un personaggio ricorrente della serie: Federica Sirleto.

Anche don Fausto Giglio, immaginario discendente di Luigi Giglio - famoso medico, astronomo, e matematico del xvi secolo, nonché principale artefice della riforma che portò all’istituzione del calendario gregoriano -, nel corso del tempo è diventato un personaggio ricorrente!... Ma, di questo e di altri personaggi ricorrenti delle avventure di Mister Noir, ne parleremo più diffusamente nelle prossime puntate!

CONTINUA…

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@Sergio Rilletti, mercoledì 28 giugno 2023

giovedì 16 marzo 2023

EVENTO - MISTER NOIR A CELLE LIGURE


Salve a tutti!... Sono lieto di annunciarvi che SABATO 1° APRILE, alle Ore 17.30, al bar-trattoria Bollicine/SMS  (Via Colla, 28 – CELLE LIGURE (SV)), vi aspetto per una nuova presentazione di Mister Noir (Oakmond Publishing - CLICCA QUI), la mia antologia di racconti e romanzi brevi con il primo eroe disabile seriale della Storia della letteratura italiana, protagonista di thriller umoristici, che quest’anno celebra il suo 18° Anniversario di vita editoriale.
L’attore Jacopo Marchisio leggerà alcuni brani tratti dal mio libro.
Condurrà l’evento, Renata Barberis.
 
Mi Raccomando: NON MANCATE!
Ingresso libero.



Sergio Rilletti, giovedì 16 marzo 2023

martedì 28 febbraio 2023

MISTER NOIR: UNA PRESENTAZIONE-RECITAL (Venerdì 03-03-2023)


Salve a tutti!... Sono lieto di annunciarvi che VENERDI’ 3 MARZO, alle Ore 19, vi aspetto, assieme a un nugolo di attori, alla Scuola di Teatro Laboratorio56 (Via Baldo degli Ubaldi, 9 - MILANO), per un’atipica presentazione di Mister Noir (Oakmond Publishing - CLICCA QUI), la mia antologia di racconti e romanzi brevi con protagonista il primo eroe disabile seriale della Storia della letteratura italiana, protagonista di thriller umoristici.

Una presentazione speciale che, per celebrare degnamente il 18° Anniversario della nascita di Mister Noir, unirà l’incontro letterario al recital.

Condurrà l’evento, Gianna Pisani.

 

L’evento sarà anche trasmesso in diretta streaming, sul mio Canale YouTube, a questo indirizzo:  https://www.youtube.com/watch?v=28ZzLLF108g .

 

Mi Raccomando: NON MANCATE!



domenica 16 ottobre 2022

MISTER NOIR COMPIE 18 ANNI! (Un beve articolo inedito)

Salve a tutti!... Oggi, DOMENICA 16 OTTOBRE 2022, è una data da celebrare. Perché, esattamente alle Ore 20.14 del 16 Ottobre di diciotto anni fa, nella hall dell’Admiral Hotel di Milano (e sulle pagine di “M-RIVISTA DEL MISTERO”) nasceva Mister Noir, il primo eroe disabile seriale della Storia della letteratura italiana, protagonista di thriller umoristici… modestamente creato da me.

Quindi, oggi, MISTER NOIR COMPIE 18 ANNI!

Sì, è vero che nel racconto “CACCIA ALLA CACCIATRICE”, presente nel mio libro “MISTER NOIR” (edito da Oakmond Publishing e acquistabile su Amazon - CLICCA QUI), rivelo che Mister Noir ha 30 anni, ma oggi celebriamo i suoi 18 ANNI DI VITA EDITORIALE!

Mi dispiace che, a causa di alcune mie vicissitudini personali, oggi non riesca a festeggiare questo importante anniversario come avrei voluto; ma d’altronde anch’io, quando festeggio il mio compleanno, lo faccio con calma, alcuni mesi dopo!...

Quindi, preparatevi; perché le celebrazioni per il 18° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI MISTER NOIR sono appena iniziate!

E non saranno soltanto on-line!...

 

Sergio Rilletti, domenica 16 ottobre 2022

sabato 9 luglio 2022

DIETRO LE QUINTE DI... "MISTER NOIR" DI SERGIO RILLETTI - 4^ Puntata: TRE PRIMI INCONTRI (DI CUI UNO REALE)


 Salve a tutti!... Nelle puntate precedenti vi ho raccontato chi è Mister Noir (CLICCA QUI), com’è nata l’idea della serie di racconti che lo vede protagonista (CLICCA QUI), e che cos’era il telefilm Agente speciale a cui mi sono ispirato per riproporne lo spirito brioso e scanzonato (CLICCA QUI). Ora vi racconterò la genesi di Tre primi incontri, la storia d’apertura del mio libro, Mister Noir (edito da Oakmond Publishing).

Ci sono racconti che nascono da una tua idea, la maggior parte ovviamente, e ci sono racconti che invece nascono da richieste altrui. Tre primi incontri, il racconto che apre il mio libro, appartiene sicuramente a questa seconda categoria.

Scritto dieci anni dopo la pubblicazione della prima avventura di Mister Noir, su specifica richiesta di Andrea Carlo Cappi, costituisce, di fatto, la prima storia che lo vede protagonista.

Ma andiamo con ordine.

Correva - anzi volava - l’anno 2014, e io, d’accordo con Andrea Carlo Cappi, che a quei tempi era Direttore Editoriale della Collana M di Cordero Editore, stavo revisionando alcuni racconti che avrebbero composto l’antologia che avrebbe celebrato il decennale della nascita editoriale di Mister Noir e che si sarebbe intitolata Le avventure di Mister Noir - proprio come la serie di racconti che avevo creato per M-Rivista del mistero -, quando lo stesso Cappi mi invitò caldamente a scrivere una storia di apertura dell’intera saga, che riguardasse, quindi, il primo incontro tra Mister Noir ed Elena Fox.

Logico: un’antologia che vuole proporre i racconti di una serie in rigoroso ordine cronologico, deve iniziare col momento in cui i due protagonisti si incontrano per la prima volta.

Già. Ma io non ero pronto, credendo di avere tutto il tempo del mondo per creare, con tutta calma, nel corso degli anni, una storia in cui poter raccontare, a un certo punto, tramite un flashback, come si erano conosciuti Mister Noir ed Elena Fox.

Invece no, dovevo scriverla subito. E allora presi spunto da un suggerimento che mi aveva dato Cappi, e lo adattai allo stile mio e della serie.

Così scrissi del bizzarro colloquio di lavoro tra Mister Noir ed Elena Fox, delle prove attitudinali con cui il detective testa la sua candidata assistente (per verificare come si comportava con una persona con disabilità come lui), e della loro prima rissa (che, in effetti, è un altro tipo di incontro).

Un bizzarro colloquio di lavoro che però non ho voluto ambientare né in una data precisa - come invece farò in tutti gli altri racconti - né nello studio del detective, ma bensì in una data imprecisata, a Villa Radice Fossati, dove la sera di Domenica 15 Novembre 1987 incontrai per la prima volta la mia amica Simona (che come seppi tempo dopo, oltre a somigliare fisicamente a Elena Fox, quella sera era pure vestita in modo molto simile al suo), che determinò lo straordinario stravolgimento della mia vita, che mi fece da mental coach per i rapporti interpersonali, e che, per quanto vi riguarda, alimentò la mia caparbietà di affermarmi come scrittore.

E quella fatidica sera, dopo essersi accertata che fossi proprio io, Simona mi fece subito, ma proprio subito, i complimenti per un mio racconto. Un fatto che non poteva passare inosservato a Mister Noir, presente a mia insaputa, che infatti tempo dopoo mi contattò per assumermi come suo biografo.

Eh? Come? Non ci state capendo più niente? Vi chiedete dove finisca la fantasia e dove inizi la realtà?

Be’, abituatevi; perché questo è solo l’inizio, e nelle avventure di Mister Noir tutto può accadere; compreso che la fantasia e l’autobiografia dell’autore si fondano tra loro, pur rimanendo ben distinte l’una dall’altra!... Ma, di questo, ne parleremo più diffusamente nelle prossime puntate!

CONTINUA…

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@Sergio Rilletti, sabato 9 luglio 2022

 

venerdì 1 luglio 2022

DIETRO LE QUINTE DI... "MISTER NOIR" DI SERGIO RILLETTI - 3^ Puntata: C'ERA UNA VOLTA... AGENTE SPECIALE

Salve a tutti!... Nella puntata precedente vi ho raccontato come la mia serie di racconti Le avventure di Mister Noir, e quindi la mia antologia Mister Noir (edita da Oakmond Publishing), sia nata dal voler riproporre l’umorismo e la briosità del telefilm Agente speciale, che vedevo quand’ero bambino, ma con un protagonista diversamente abile (CLICCA QUI).

Già. Ma che cos’era Agente speciale?

Agente speciale (titolo originale: The Avengers) era un telefilm chiaramente di origine inglese, anzi proprio british - come il tipico umorismo che lo contraddistingueva -, creato dal produttore Sydney Newman, che durò per sei stagioni, prima in bianco & nero e poi a colori, dal 1961 al 1969, ma che in Italia imperversò, quasi ininterrottamente, fino agli inizi di questo secolo.

Prendendo in considerazione solo le ultime tre stagioni, ovvero quelle trasmesse anche nel nostro Paese, in questa brillante serie l’elegantissimo agente segreto John Steed (interpretato da Patrick Macnee), armato di bombetta e ombrello, e le sue belle e letali assistenti - la graziosa e atletica Emma Peel (Diana Rigg), entrata di fatto nell’immaginario collettivo di tutti gli appassionati della serie, e successivamente Tara King (Linda Thorson) dagli occhi grandi e dolci -, affrontavano misteri, che spesso sembravano sconfinare nel surreale, con grande ironia e incredibile aplomb.

Loro erano agli ordini di due bizzosi capi diversamente abili: Mamma, un uomo opulento e paraplegico, e, in sua assenza, Papà, una donna smilza e cieca.

Apparsa solo poche volte, Papà, indipendentemente dalla sua cecità, non poteva proprio vedere Mamma.

Mamma, invece, era molto più presente. Aveva ai suoi diretti ordini una segretaria, Rhonda, sulla quale riversava tutta la sua autorità e nevrosi, affibbiandole degli incarichi assurdi che travalicavano persino il concetto stesso di parossismo (tipo farsi scarrozzare da un capo all’altro della scrivania mentre lui parlava al telefono). Verso Steed, però, nutriva una fiducia infinita, ed era disposto a usare tutta la sua influenza per aiutarlo e proteggerlo, anche quando un complotto ben organizzato lo indicava come unico indiziato.

Oltre alla creazione delle figure atipiche di Mamma e Papà, che dimostravano in modo inconfutabile che si poteva ironizzare sulla disabilità, Agente speciale aveva il grande merito di non possedere tabù: le persone disabili potevano benissimo essere dei capi capaci e bizzarri, ma anche dei folli dalla mente geniale da bloccare a qualsiasi costo; e le carrozzine elettriche erano sì dei semplici mezzi di trasporto… ma potevano anche essere utilizzate come inquietanti macchine di morte!

Da tutto questo, ho preso l’ironia, l’aplomb, e l’eleganza dei due protagonisti, uomo e donna d’azione, trasferendoli a Mister Noir ed Elena Fox.

Essendo la mia una serie di racconti, purtroppo non posso avvalermi di una sigla come quella di Agente speciale (con lui che si prepara a stappare una bottiglia di champagne, con lei che gliela stappa con un colpo di pistola, e con un delicato tintinnio di bicchieri in segno di brindisi), che, grazie anche al brano strumentale The Shake di Laurie Johnson, ne anticipava l’ironia; ma, grazie a Marco Giannuli, che creò il logo della mia serie per M-Rivista del mistero, e a Giorgio Rizzo, che ha realizzato la copertina della mia antologia, ritengo che l’ironia delle avventure di Mister Noir sia comunque ben rappresentata anche a livello grafico.

A questo punto, forse, sarete curiosi di sapere quali racconti e romanzi brevi compongono il mio libro, per un totale di 397 pagine.

Bene, se è così mi fa molto piacere!... Ma, di questo, ne parleremo più diffusamente nelle prossime puntate!

CONTINUA…

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@Sergio Rilletti, venerdì 1° luglio 2022