domenica 29 giugno 2014

MyLife - ANNA: UNA STORIA PALINDROMA (Un racconto)

Non so se mi fosse già capitato, ma il 20-02-2002 è stato un giorno davvero speculare, per me, iniziato alle ore 00.00 e finito 48, anzi 44, ore dopo.
Dunque. Iniziamo dalla fine.
Giovedì 21 mia sorella Sonia mi comunicò la possibilità di partecipare al concorso del Corriere: dovevo raccontare la mia giornata palindroma. Uno specchio delle favole mi apparì, e la giornata attuale si affacciò a quella precedente.
Mercoledì 20 ero impegnato a finire un racconto per un altro concorso che dovevo spedire entro poche ore, ignorando che ciò mi avrebbe fornito lo spunto per un racconto su quel racconto… ossia per questo racconto.
Ero in piena fibrillazione, alle prese con il mio killer e la sua piccola vittima. Ero davanti al computer, con le ore contate e un impegno improrogabile che me le avrebbe ridotte, concentrato su quella storia che, se fosse piaciuta alla giuria, avrebbe rapito i viaggiatori delle metropolitane, trasportandoli sulle ali della fantasia.
Sognavo di essere lo scrittore emergente più acclamato di Milano, sognavo che la fama della mia bravura volasse da una fermata all'altra. Sì, sognavo. Ma intanto le pagine erano lì, non proprio bianche, per fortuna, ma comunque con molti spazi vuoti. Alcuni avrei dovuto lasciarli, se non volevo scrivere tuttoattaccato, altri avrei dovuto riempirli, se volevo che il racconto fosse chiaro… indipendentemente dal numero di spazi bianchi.
Sonia, annunciandomi il concorso, mi disse che avrei potuto lavorare di fantasia. Ma perché? Avevo 33 anni e un'esperienza palindroma da raccontare. Sì, lo so; forse letteralmente non è un'espressione corretta, ma emotivamente sì.
E Anna, citata nel titolo, cosa c'entra? Nulla! E’ una mia amica, ma l'ho messa soltanto per dare un senso al sottotitolo.



©Sergio Rilletti, 2002