sabato 14 febbraio 2026

MISTER NOIR: SANREMO CODE (New Version 2026)

Milano, lunedì 8 febbraio 2016, ore 12.00

Mister Noir ed Elena Fox stavano seguendo a distanza un uomo uscito da un portone in Viale Romolo: lui, Mr. Noir, seduto davanti, lei, Elena, in piedi dietro, a spingere la carrozzina del suo capo.

Guardando il cielo qualcuno aveva prognosticato il diluvio universale. Invece no: il cielo non era proprio blu, ma nulla di cui preoccuparsi. O almeno così speravano!...

 

Tre giorni prima, ore 10.15

L’aspirante cliente che era seduta di fronte a lui era bionda, disperata, e bella. E tra le lacrime, che si detergeva con un fazzoletto bianco, gli aveva mostrato una delirante lettera che aveva ricevuto. In piedi alla destra dell’investigatore privato c’era, come sempre, Elena Fox, la sua bella e indomabile assistente.

 

 
Cara Chiara, mia dolce neo-ex, io non ti amo più. Lo so che infinite volte ti ho detto che noi siamo infinito e che ti avrei portato via da qui, promettendoti cieli immensi. Ma il primo amore non si scorda mai.

 

Mister Noir guardò per un attimo la donna, poi posò uno sguardo interrogativo su Elena, che ne intercettò subito l’implicita domanda. Ma che scrive questo?

Lei rispose con un leggero colpo di tosse, e i due detective ripresero a leggere.

 

Quando sono lontano da lei, non vivo più. Lo so che ti sto facendo del male, ma ora o mai più (le cose cambiano). Mi dispiace tanto, ma torno da lei. Un giorno mi dirai come te la passi. Per ora, addio. Ex Tuo, DD

 

“Se gli dispiace tanto, perché allora torna dall’altra?” proruppe Mr. Noir, con la sua pronuncia imperfetta dovuta alla propria tetraparesi spastica, ma dal tono chiaramente ironico.

“Come, scusi? Non ho capito” disse la donna.

Elena si trattenne dal proprio abituale ruolo di traduttrice simultanea, intuendo che, per una volta, l’ironia del suo capo non era indirizzata all’interlocutore di turno.

“E quella doppia D, che cosa significa?” finse di ripetere il detective, sempre in sintonia con la propria assistente.

“Dario Duchi: è il suo nome.”

“E il suo cognome?”

“Come, scusi?” chiese la donna, sgranando con dolcezza gli occhi. Questa volta l’aveva capito, ne era sicura, ma ciò che aveva capito non aveva alcun senso!

Elena, abituata alle manifestazioni di incredulità (o di irritazione) di chi incocciava nell’umorismo di Mister Noir, decise di intervenire. “E cosa possiamo fare per lei?”

“Non è da lui scrivere una lettera così. Non è in sé.”

“E chi ne dubita?!” esclamò ironico il carrozzinato.

“E voglio scoprire il perché.” E, detto ciò, la donna diede loro un proprio biglietto da visita.

Il detective lesse l’indirizzo

 

Viale Liguria, 16

 

e sbuffò. Non sapeva perché, ma tra Celle Ligure e Sanremo, la Liguria aveva già reclamato più volte le sue attenzioni di detective. E ora l’avrebbe fatto pure in qualità di Viale!

 

Oggi, ore 12.10

Non era stato difficile decodificare il messaggio per il detective. Dopo che aveva accettato il caso, ammesso che potesse essere definito tale, Mister Noir si era fatto subito raccontare dalla sua cliente che tipo era Dario Duchi, chiedendole anche qualche informazione specifica, tra cui l’indirizzo. E, una volta congedata la donna e riletto con attenzione il messaggio, la soluzione gli si era parata davanti agli occhi.

Ora i due detective svoltarono in Viale Liguria, e si bloccarono: Dario Duchi, l’uomo che stavano seguendo, era arrivato sotto casa della loro cliente.

Lei uscì dal portone, e insieme raggiunsero un bar coi tavolini fuori. L’aria tiepida di quell’anomalo febbraio primaverile permise loro di stare all’aperto.

I due detective rimasero in disparte, a osservare la scena. L’uomo gesticolava, sventolando con passione la lettera che pensava gli avesse scritto lei, inneggiando all’intesa finalmente ritrovata; la donna cercò di dissimulare lo stupore, come le avevano consigliato i due detective al telefono, e in quel momento capì che Dario, da lei, voleva solo più attenzione, più complicità.

Poi, a un certo punto, li vide. E li notò anche lui.

Si avvicinarono.

“Sono due miei amici” annunciò Chiara.

“Piacere, Elena” si presentò la detective, stringendo la mano all’uomo.

”E lei?” chiese l’uomo all’uomo in carrozzina.

“E io no!” ribatté Mister Noir, sottolineando l’ovvietà.

Dopo qualche secondo di costernazione, che si era dipinta sul viso dell’uomo, Elena prese la parola. “Be’, visto che siete reciprocamente in buona compagnia, ora vi lasciamo.”

Chiara li salutò con un sorriso, e, prima che Dario potesse chiederle spiegazioni su quel tipo indisponente, gli andò alle spalle e cominciò a leggere la lettera insieme a lui.

 

Caro Dario, ho riflettuto molto su quanto mi hai scritto, portando la tua lettera sempre con me nella mia borsa, la borsa di una donna. Ti avviso che non farò recriminazioni, parlando di me e di te, perché ho impostato la mia vita a vincere l’odio e tutto quello che può generarlo. Ma non accetterò nessun grado di separazione, rimuginando su sogni e nostalgia. Ti scrivo queste parole semplicemente, col cuore che mi batte forte e facendo mezzo respiro per volta; ma ho capito ciò che hai voluto dirmi. Quindi, wake up baby, e ricominciamo! Ti amo. Sempre Tua, Chiara

 

Ormai a parecchi metri di distanza dalla cliente, Elena, con fare noncurante, fece cadere due parole dal cielo. “Finalmente piove” disse. “O comunque… pioverà!”

“In che senso?” domandò lui, guardandola in tralice.

“Be’, in tanti anni che ci conosciamo, è la prima volta che ci occupiamo di un giallo-rosa!... E l’idea di rispondere a Dario Duchi con una lettera utilizzando i titoli delle altre canzoni di questo Festival di Sanremo, fingendo di essere Chiara, è stata davvero geniale!”

“Be’, cara Elena, leggendo la lettera di Duchi alcune parole mi balzavano agli occhi, come fossero scritte in neretto. Poi, quando Chiara ci ha detto che lui era un grande appassionato di musica, e quindi anche di Sanremo, ormai alle porte, ho capito che la lettera che le aveva scritto doveva essere un test: una richiesta di attenzione alle sue passioni e di complicità. E, una volta verificata questa mia ipotesi, ho attuato la mia soluzione.”

“E poi, com’era assolutamente prevedibile,” continuò Elena, “appena Duchi l’ha contattata per vederla, lei ci ha telefonato, informandoci pure sull’orario.”

“Già. E noi siamo venuti qui per verificare che, in effetti, tutto filasse liscio, senza improvvisi scatti di follia” finì lui.

Elena fece ancora qualche passo, poi si fermò. “Una curiosità” enunciò in tono beffardo. “Racconterai al tuo biografo anche questa nostra anomala avventura romantica?”

“Certo. Anzi, lo farò appena arrivati a casa!... E sono certo che lui la scriverà e la pubblicherà prima dell’inizio del Festival!”

Ovviamente, Mister Noir avrebbe avuto ragione anche questa volta!

  

©Sergio Rilletti, 2016-2026

 

mercoledì 11 febbraio 2026

ORNELLA SENZA FINE... E LO SPETTACOLO CONTINUA! (Un articolo inedito)



L’eternità esiste. L’hanno dimostrato Fabio Fazio, Luciana Littizzetto, e tutti i loro ospiti, domenica 18 gennaio 2026, durante Ornella Senza Fine, una serata-evento che lo storico programma Che tempo che fa, che dall’ottobre 2023 è approdato sul NOVE, ha voluto dedicare a Ornella Vanoni: alla sua vita, alle sue idee, alle sue passioni, e, ovviamente, alla sua musica.

 Tutto era misurato per farle piacere, come se lei fosse lì, in attesa, a osservare ogni cosa. A cominciare dalle vie e dai luoghi caratteristici della sua Milano che lei aveva frequentato abitualmente, ripresi dall’alto, di notte, come per riprodurre il suo attuale punto di vista.

Poi, l’inquadratura penetra nello studio del programma, buio e silenzioso, sorvola  il pubblico - che si alza in piedi applaudendo -, e si avvicina al palco vuoto; sullo sfondo, il ledwall - con un’immagine di Ornella Vanoni sorridente e a braccia spalancate - si apre ed entra Marco Mengoni, che, dopo qualche passo, comincia a intonare Che cosa c’è.

E lo spettacolo comincia.

Da quel momento in poi, gli artisti si susseguono eseguendo i brani più iconici della cantante, mettendo in mostra lei anziché se stessi.

Loredana Bertè propone una coinvolgente versione rock di Domani è un altro giorno; Annalisa, dopo aver proposto una versione intimista di Una ragione di più, ci spiega le difficoltà nell’approcciarsi a un testo come questo; un commosso Gianni Morandi interpreta Ti lascio una canzone e spiega come questo brano fosse stato una suprema forma d’amore di Gino Paoli, che l’ha scritto, verso Ornella Vanoni; la sempre sorprendente Virginia Raffaele, in coppia con Toquinho, ha incantato con Tristezza (per favore va’ via) riuscendo, nonostante la sua evidente emozione, a farci pure sorridere; subito dopo Toquinho e Fiorella Mannoia danno vita alla ballata La voglia, la pazzia; e, qualche minuto dopo, Paolo Fresu, in mezzo al pubblico con la sua immancabile tromba, inizia a far echeggiare le note de L’appuntamento - il brano che aveva dovuto suonare durante il funerale della cantante su specifica richiesta della stessa -, per poi fondersi nella splendida esecuzione di Elisa.

In questo clima ovattato di assoluto rispetto per l’Artista, si sono susseguite molte altre emozioni canore: Mahmood, Emma, Malika Ayane, Francesco Gabbani con Noemi, Arisa, e Giuliano Sangiorgi con Toquinho, hanno dato vita a un lunghissimo piano sequenza di aneddoti e canzoni; infine, Diodato e Camilla Ardenzi, giovane e talentuosa nipote di Ornella Vanoni, chiudono la serata, e il cerchio, cantando, appunto, Senza fine.

Ma limitarsi a descrivere questo evento come una semplice kermesse canora di altissimo livello sarebbe un po’ riduttivo.

E’ stato anche uno spettacolo della parola. A cominciare da quelle di Vincenzo Mollica, che nella chiacchierata iniziale con Fabio Fazio, in una sorta di prologo del concerto, ha dedicato alla cantante - esaltandola come simbolo di emancipazione, per il suo alto livello professionale, e per la sua voce attoriale - e agli inizi della sua carriera: dalla conoscenza con Giorgio Strehler e i relativi esordi al Piccolo Teatro, che successivamente è stato intitolato a lui, alle collaborazioni con Gigi Proietti, Raffaella Carrà, Pippo Baudo, Franca Valeri, Luigi Tenco, Vittorio De Sica, Giorgio Gaber, Corrado, e, ovviamente, Gino Paoli.

Un omaggio ai suoi esordi che poi, durante il concerto, è stato ampliato da un collettivo di artisti milanesi - composto da Ale & Franz, Enrico Bertolino, Lella Costa, Angela Finocchiaro, Enzo Iacchetti, Marina Massironi, Maria Amelia Monti, Cochi Ponzoni, Paolo Rossi, e, al pianoforte, Paolo Jannacci - che, in collegamento proprio dal Piccolo Teatro Strehler, hanno cantato Ma mi, uno dei primi successi di una giovanissima Ornella Vanoni.

Una canzone dalle parole importanti, come quelle incise sulla targa commemorativa nell’aiuola di fronte allo stesso Piccolo Teatro Strehler, che, alla presenza del sindaco Beppe Sala e dell’assessore alla cultura Tommaso Sacchi, le è stata intitolata, esaudendo, così, un suo desiderio. Poche parole incise, e incisive, che la ritraggono appieno: Cantante, Artista, e Donna libera.

Concetti espressi, oltre che dai cantanti che le hanno reso omaggio e da Vincenzo Mollica, anche da autorevoli esponenti del mondo della musica - quali Pacifico, Mara Maionchi, e Mario Ravezzi -, che hanno offerto un quadro sfaccettato dell’artista. Quadro che viene completato dalle parole della magnifica rettrice Marina Brambilla dell’Università Statale di Milano quando legge la motivazione con cui, l’11 giugno 2025, tale Università ha conferito la laurea honoris causa alla Vanoni.

Già, la Vanoni. Anzi l’Ornella - rigorosamente con l’articolo davanti -, come sostiene Luciana Littizzetto, per ribadirne l’unicità, nella sua consueta letterina settimanale che per l’occasione ha dedicato a lei, unendo ironia e tenerezza, e fornendo a sua volta un ritratto unico. Unicità che è stata dimostrata anche dall’affetto del Reparto Audio, che, attraverso un comunicato affidato alla stessa Littizzetto, ha voluto renderle omaggio attribuendo al microfono numero 18 - da lei sempre usato in tutte le sue partecipazioni a Che tempo che fa -, il nome Microfono Vanoni.

E, per finire, le parole della stessa artista, lette da Fabio Fazio e Luciana Littizzetto: battute ironiche e aforismi seri che fanno della cantante una vera e propria filosofa; e con la sua esortazione, espressa durante un’intervista rilasciata nel settembre 2014 a Vincenzo Mollica, ad avere il coraggio di osare sempre e di non mollare mai.

Dopo i saluti finali, con tutti i partecipanti che si sono palesati sul palco accompagnati dalle galvanizzanti note di Musica musica, lo spettacolo televisivo si conclude con due video con protagonista Ornella Vanoni: la sua interpretazione, durante un concerto, proprio di Musica musica; e la lettura, in una sorta di saluto, di un brano tratto dalla sua autobiografia Vincente o perdente (edita da La nave di Teseo).

E lo spettacolo continua!... Sì. Perché, come ha dimostrato questa serata-evento, l’eternità esiste! 

©Sergio Rilletti, mercoledì 11 febbraio 2026 – ore 11.41

 

giovedì 23 gennaio 2025

IO E MISTER NOIR... ALL'UNIVERSITA' COMPLUTENSE DI MADRID (Un articolo inedito)

Salve a tutti, e Benvenuti alla prima newsletter del 2025!...

Tra le esperienze più eclatanti che mi sono capitate nel 2024, come scrittore, c'è sicuramente l'inattesa intervista, ad alto livello culturale, che la docente Ellen Patat dell’Università di Instanbul ha voluto farmi per il nuovo numero della rivista scientifica on-line "CUADERNOS DE FILOLOGIA ITALIANA" - edita dalla prestigiosa Università Complutense, di Madrid -, che ha curato insieme alla ricercatrice indipendente Daniela Bombara, e dedicato alla disabilità nella letteratura italiana.

Oltre a questa bella e profonda intervista, pubblicata all’interno dell’Introduzione di questo numero, Ellen Patat ha dedicato un lungo e accurato articolo a “CAPACITA’ NASCOSTE – LA PRIMA ANTOLOGIA Diversamente THRILLER” (edizioni No Reply), che curai nel 2012 con Elio Marracci, analizzando scrupolosamente ciascun racconto rispetto alla disabilità scelta e trattata dall’autore… e dedicando un capitolo a me, all’indimenticabile Andrea G. Pinketts, e al mio Mister Noir.

Un importante riconoscimento, proveniente oltretutto dall’estero, che mi ripaga pienamente di tutti gli sforzi che ho fatto finora, confermando la validità delle mie intenzioni, e spronandomi a continuare nella realizzazione dei progetti che ho in programma per il futuro!...

    Se volete leggere l'introduzione (con la mia intervista a pag. 8), il link diretto è:  https://revistas.ucm.es/index.php/CFIT/article/view/97136/4564456570840 .
    Se volete leggere la profonda analisi che Ellen Patat ha fatto di Capacità Nascoste, l'antologia che curai nel 2012 con Elio Marracci, il link diretto è:  https://revistas.ucm.es/index.php/CFIT/article/view/92743/4564456570848 .
    Per vedere invece l'indice completo di questo numero, con i relativi link ai vari articoli, l'indirizzo è:  https://revistas.ucm.es/index.php/CFIT/issue/view/4533?fbclid=IwY2xjawHE98lleHRuA2FlbQIxMAABHZma2F31prBzup1qdqCkdSwjMhiNLgmm6A4w3IBy8pRlCMojXr7DLpsPkQ_aem_WZilFdq7y0KX_hDvcm0F4A .


BUONA LETTURA A TUTTI!


©Sergio Rilletti, giovedì 23 gennaio 2025

domenica 8 dicembre 2024

PAROLA DI SCRITTORE (3x01): MISTER NOIR: HATE & LOVE - UN ROMANZO TRA URBAN FANTASY E REALTA' (Un intervento inedito - Scritto per Radio Skylab)

Salve a tutti, e Benvenuti a questa prima puntata della terza stagione di Parola di Scrittore-Cinque minuti con Sergio Rilletti!… Come ben sapete, io sì sono uno scrittore, ma sono conosciuto soprattutto come il biografo di Mister Noir. E lo sono da vent’anni.

Un anniversario che è iniziato alla grande con Hate & Love – Un recital per il ventennale di Mister Noir , che ha visto anche la partecipazione di Camilla Zanchetta e delle classi 3^ A e 3^ B della scuola media De Andrè, di Celle Ligure. Ma, di questo, ne parlerò bene un’altra volta.

Oggi, invece, vi parlerò del libro, del romanzo, che celebra questo importante anniversario: Mister Noir: Hate & Love (edito da Oakmond Publishing, e acquistabile - in cartaceo e in e-book - su Amazon).

E se per i libri precedenti, ovvero Le avventure di Mister Noir, ormai fuori commercio, e il corposo Mister Noir, avevo inventato dei racconti-spot, in puro stile Carosello (un programma-cult di varietà basato su arguti sketch umoristici, interpretati da attori e personaggi famosi, che si concludevano con la veloce pubblicità di un prodotto), per Mister Noir: Hate & Love ho creato un vero e proprio trailer letterario, che ovviamente ora vi propongo. 

Un ragazzo scompare misteriosamente. Un altro compie una rapina, e poi se ne dimentica. Un terzo sparisce pure lui. E una ragazza coraggiosa, e di solito razionale, che per amore decide di ficcarsi nei guai.

E tutti i loro genitori assumono Mister Noir per capire cosa stia succedendo e ritrovarli.

Partendo da un gioco di ruolo virtuale fantasy, Hate & Love - dove i giocatori sono immersi in scenari ispirati ai luoghi della Liguria e, al tempo stesso, impegnati in prove reali pericolose e senza senso -, Mister Noir ed Elena Fox si impegnano a fondo per riannodare i fili evanescenti di un’intricata vicenda che unisce i quattro giovani protagonisti, ma che sembra sfuggire a ogni tipo di logica.

 Una vicenda che si dipana tra Milano, Albisola Superiore, ed Ellera, dove i due detective, più temerari e sfrontati che mai, dovranno vedersela non solo con nemici reali e dannatamente ben organizzati, ma pure con poteri occulti, storie e miti liguri, e molto altro… compiendo scoperte assolutamente inimmaginabili.

Mister Noir: Hate & Love.

Il primo romanzo della serie di Mister Noir - il primo eroe disabile seriale della Storia della letteratura italiana, protagonista di thriller umoristici -, la sua avventura più sorprendente e colossale - nata per essere un film -, il volume che celebra il ventennale della sua nascita editoriale, è ora in vendita - in cartaceo e in e-book - su Amazon da Oakmond Publishing.

ANCHE SE SIETE DA 20 ANNI ACCANITI FAN DI MISTER NOIR, QUESTO ROMANZO VI SORPRENDERA’!

Ma se la trama, e soprattutto il suo svolgimento, che ovviamente non rivelerò oltre, unisce il thriller e l’urban fantasy, per me è interessante raccontare come questi due generi, molto popolari ma decisamente distanti tra loro, siano riusciti a confluire in un’unica storia.

Un processo che parte da alcuni fatti, indipendenti tra loro, che mi sono accaduti nel corso degli anni.

La scintilla iniziale mi scoccò anni fa, quando un OSS - Operatore Socio-Sanitario - trentenne, simpatico e chiacchierone, un giorno mi disse che aveva speso cento euro per la ristrutturazione di un proprio castello in un gioco virtuale, spiegandomi bene il motivo e il funzionamento di tale gioco; io, prima gli feci capire che per me non era propriamente intelligente spendere 100 euro - o anche molto meno - per qualcosa che di fatto non esiste, e poi mi venne subito l’idea di scrivere un thriller dove un gruppo di giovanissimi (in una storia di fantasia non sarebbe stato credibile che fossero dei trentenni) compissero azioni totalmente assurde obbedendo ciecamente e segretamente a un benemerito sconosciuto.

Quando poi, nel 2016, i tipi dell’Associazione Progetto Cine Indipendente, diCelle Ligure, mi chiesero di scrivere un’avventura di Mister Noir per loro, in modo da trasformarla in un prodotto cinematografico o televisivo ponendomi come unico limite che almeno il 20% delle scene fosse ambientato in Liguria -, io accettai e decisi di realizzare quell’idea.

Una storia che ho voluto iniziare all’Istituto Paritario Cocchetti,  di Milano, dove due anni prima avevo tenuto un incontro nell’Aula Magna, con due splendide classi del Liceo Scientifico. Un piccolo e affettuoso omaggio, nonostante quello che accade nel romanzo, che poi, per motivi topografici, ha comportato la creazione di un nuovo personaggio, il commissario De Santis del Commissariato Porta Ticinese, che compare per la prima volta in questa storia.

Ora non mi dilungherò a raccontare tutte le fasi e le vicissitudini che hanno contribuito a formare questo romanzo, che comunque potrete leggere nel mio libro, ma un grave fatto di cronaca, proprio verso la fine del 2016, che sembrava ispirato a ciò che stavo scrivendo io (cosa chiaramente impossibile!), mi indusse a dissociarmi dalla realtà, sfidandola a raggiungermi di nuovo, aprendomi al genere fantastico e creando un romanzo che, di fatto, è un’insolita (ed esplosiva) miscela di thriller, stretta attualità (di otto anni fa come di oggi), e urban fantasy.

Un impegno, quello che avevo preso con i tipi dell’Associazione cellese, che mi aveva generato un senso del dovere talmente forte da aiutarmi, verso la fine del 2018, a superare un periodo ospedaliero particolarmente ostico.

Un libro in cui, nei Voluti Ringraziamenti finali, ho voluto stringere in un grande abbraccio tutti coloro che, in questi vent’anni, hanno contribuito a far crescere la figura e la popolarità di Mister Noir. Tra questi - oltre ad Andrea G. Pinketts, Andrea Carlo Cappi, Daniele G. Genova, Marco Minuto, Stefano Pastorino, e Martin Zanchetta -, desidero ricordare Renato Zunino, più volte sindaco di Celle Ligure, che purtroppo ci ha lasciato proprio questa settimana.

Per me lui era un’Istituzione. E non solo perché è stato il sindaco di Celle Ligure, ma anche perché, al termine di ogni evento in Piazzetta Arecco a cui assisteva, lo vedevo aiutare a smontare le panche, donandomi un senso di vicinanza e di familiarità.

E da quando, nel 2017, complice una presentazione particolarmente riuscita di un’antologia di Mister Noir, mi conferì la prima Civettina d’Oro della città, attribuendomela per meriti culturali, io l’ho sempre ringraziato, ogni volta che ho potuto; e l’ho fatto anche ora, all’interno di questo mio primo romanzo. 

Bene, per ora è tutto. Ma solo per il momento.

Il ventennale della nascita di Mister Noir è appena cominciato, e ci sono ancora tante cose da raccontare.

E, come se non bastasse, so che Babbo Natale scalpita dalla voglia di regalare tantissime copie di Mister Noir e di Mister Noir: Hate & Love (CLICCA QUI), appunto, a Natale!

 

©Sergio Rilletti, sabato 7 dicembre 2024, ore 11.35, Radio Skylab, per "PAROLA DI SCRITTORE-CINQUE MINUTI CON SERGIO RILLETTI" - Letto da Stefano Pastorino e Martin Zanchetta

 

sabato 30 novembre 2024

MyLife - LA SECONDA PIZZATA DELLA RINASCITA (Una poesia autobiografica inedita)


Cari amici, ben arrivati

alla Seconda Pizzata della Rinascita:

cinque anni sono passati

da quella serata così magica.

Io in quell’occasione vi radunai

perché l’anno prima, per miracolo, mi salvai,

e amici, consolidati e inaspettati, ritrovai:

in quei giorni di ospedale così turbolenti

mi si erano affollati incertezze e mille tormenti;

ma una promessa, fatta ad amici, avevo sempre in mente,

e il pensiero di quel mio impegno, ogni dì vivo mi mantenne.

Poi quel progetto è mutato,

non più un film ma un romanzo è diventato:

una lunga e unica storia che, tanto per cambiar,

ha sempre a che fare con Mister Noir.

Ma un altro grande progetto, cinque anni fa, vi avevo annunciato,

che poi, a un certo punto, sembrava sfumato.

Ora però ho preso in mano io la situazione,

e, finalmente, sembra profilarsi una buona soluzione:

andrò ad abitare vicino a Casa Caldera,

dov’è svanita nel nulla l’équipe della Vecchia Era:

solo lo spazio libero del cortile vi condividerò,

e in un appartamento con una assistente, io, da solo, vivrò.

Non so bene quanto tempo ci vorrà,

ma tra qualche mese, comunque, questo accadrà.

E sapervi sempre così vicini, cinque anni fa come ora,

forza mi infonderà e un gran bene, certamente, mi farà!

 

©Sergio Rilletti, giovedì 21 novembre 2024

(Letta da Sergio Malacrida al Ristorante-Pizzeria "Dai 2 fratelli" di Milano)

giovedì 21 novembre 2024

MISTER NOIR: HATE & LOVE (Il "trailer letterario" del primo romanzo di Sergio Rilletti)

 

Un ragazzo scompare misteriosamente. Un altro compie una rapina, e poi se ne dimentica. Un terzo sparisce pure lui. E una ragazza coraggiosa, e di solito razionale, che per amore decide di ficcarsi nei guai.

E tutti i loro genitori assumono Mister Noir per capire cosa stia succedendo e ritrovarli.

Partendo da un gioco di ruolo virtuale fantasy, Hate & Love, dove i giocatori sono immersi in scenari ispirati ai luoghi della Liguria e, al tempo stesso, impegnati in prove reali pericolose e senza senso, Mister Noir ed Elena Fox si impegnano a fondo per riannodare i fili evanescenti di un’intricata vicenda che unisce i quattro giovani protagonisti, ma che sembra sfuggire a ogni tipo di logica.

 Una vicenda che si dipana tra Milano, Albisola Superiore, ed Ellera, dove i due detective, più temerari e sfrontati che mai, dovranno vedersela non solo con nemici reali e dannatamente ben organizzati, ma pure con poteri occulti, storie e miti liguri, e molto altro… compiendo scoperte assolutamente inimmaginabili.

Mister Noir: Hate & Love.

Il primo romanzo della serie di Mister Noir - il primo eroe disabile seriale della Storia della letteratura italiana, protagonista di thriller umoristici -, la sua avventura più sorprendente e colossale - nata per essere un film -, il volume che celebra il ventennale della sua nascita editoriale, è ora in vendita - in cartaceo e in e-book - su Amazon da Oakmond Publishing (CLICCA QUI).

ANCHE SE SIETE DA 20 ANNI ACCANITI FAN DI MISTER NOIR, QUESTO ROMANZO VI SORPRENDERA’!


©Sergio Rilletti, giovedì 21 novembre 2024


giovedì 24 ottobre 2024

MyLife - 90 E 56 (Un mio dipinto "a parole" di mia mamma)


Novant’anni vengono una volta sola nella vita; così come 56, d’altronde.

E 90 e 56 hanno diverse cose in comune.

Innanzitutto sono entrambi caparbi: se hanno un obiettivo, o un mistero da risolvere, non c’è nulla che possa fermarli.

Poi sono entrambi inclini alla bontà e al perdono. Be’, 56 forse fa un po’ più di fatica, perché è abituato a vedere con gli occhi e a ragionare con la mente. 90 no; 90, che a differenza di 56 è una donna, vede e ragiona sempre e solo con un altro organo: il cuore. Quindi non solo, come 56, non riesce a vedere il male dove non c’è - che è una prerogativa molto più rara di quanto si possa pensare -, ma, addirittura, quando qualcuno la ferisce e la fa soffrire, lei, grazie a uno speciale e potentissimo microscopio installato nella sua anima, alla fine riesce a intravedere degli atteggiamenti di scusa, impossibili da scorgere a occhio nudo, e quindi a perdonare sempre, chiunque.

Lei è la bontà e la generosità fatta a persona, ha un animo fanciullesco e colorato come un caleidoscopio, e si prodiga sempre verso gli altri, in qualunque modo possibile, facile o difficile; che siano persone a lei molto ben conosciute, poco conosciute, o semplici e casuali passanti, lei le aiuta comunque. E se qualcuno per strada la ringrazia o le dona un complimento o un sorriso, lei, una volta tornata a casa, con candido stupore comincia a chiedersi: Perché?.

Appartenendo al segno zodiacale della Bilancia, a differenza di 56 che è un Toro, procede, come un funambolo munito di piatti di porcellana, sul filo della vita, gestendo situazioni che rischierebbero di crollare frantumandosi al suolo.

Io, 56, in qualità di suo figlio, arranco per cercare di essere alla sua altezza. Sono perfettamente consapevole che è assolutamente impossibile, ma almeno ci provo!

E, in ogni caso, sono molto, molto, molto orgoglioso di averla come madre.

 

BUON 90° COMPLEANNO, CARA MAMMA!


©Sergio Rilletti, mercoledì 23 ottobre 2024 – ore 15.13

“pro” lunedì 21 ottobre 2024