L’eternità esiste. L’hanno dimostrato Fabio Fazio, Luciana Littizzetto, e tutti i loro ospiti, domenica 18 gennaio 2026, durante Ornella Senza Fine, una serata-evento che lo storico programma Che tempo che fa, dall’ottobre 2023 approdato sul Nove, ha voluto dedicare a Ornella Vanoni: alla sua vita, alle sue idee, alle sue passioni, e, ovviamente, alla sua musica.
Tutto era misurato per farle piacere, come se lei fosse lì, in attesa, a osservare ogni cosa. A cominciare dalle vie e dai luoghi caratteristici della sua Milano che lei aveva frequentato abitualmente, ripresi dall’alto, di notte, per riprodurre il suo attuale punto di vista.
Poi, l’inquadratura penetra nello studio del programma, buio e silenzioso, sorvola il pubblico - che si alza in piedi applaudendo -, e si avvicina al palco vuoto; sullo sfondo, il ledwall - con un’immagine di Ornella Vanoni sorridente e a braccia spalancate - si apre ed entra Marco Mengoni, che, dopo qualche passo, comincia a intonare Che cosa c’è.
E lo spettacolo comincia.
Da quel momento in poi, gli artisti si susseguono eseguendo i brani più iconici della cantante, mettendo in mostra lei anziché se stessi.
Loredana Bertè propone una coinvolgente versione rock di Domani è un altro giorno; Annalisa, dopo aver proposto una versione intimista di Una ragione di più, ci spiega le difficoltà nell’approcciarsi a un testo come questo; un commosso Gianni Morandi interpreta Ti lascio una canzone e spiega come questo brano fosse stato una suprema forma d’amore di Gino Paoli, che l’ha scritto, verso Ornella Vanoni; la sempre sorprendente Virginia Raffaele, in coppia con Toquinho, ha incantato con Tristezza (per favore va’ via) riuscendo, nonostante la sua evidente emozione, a farci pure sorridere; subito dopo Toquinho e Fiorella Mannoia danno vita alla ballata La voglia, la pazzia; e, qualche minuto dopo, Paolo Fresu, in mezzo al pubblico con la sua immancabile tromba, inizia a far echeggiare le note de L’appuntamento - il brano che aveva dovuto suonare durante il funerale della cantante su specifica richiesta della stessa -, per poi fondersi nella splendida esecuzione di Elisa.
In questo clima ovattato di assoluto rispetto per l’Artista, si sono susseguite molte altre emozioni canore: Mahmood, Emma, Malika Ayane, Francesco Gabbani con Noemi, Arisa, e Giuliano Sangiorgi con Toquinho, hanno dato vita a un lunghissimo piano sequenza di aneddoti e canzoni; infine, Diodato e Camilla Ardenzi, giovane e talentuosa nipote di Ornella Vanoni, chiudono la serata, e il cerchio, cantando, appunto, Senza fine.
Ma limitarsi a descrivere questo evento come una semplice kermesse canora di altissimo livello sarebbe un po’ riduttivo.
E’ stato anche uno spettacolo della parola. A cominciare da quelle di Vincenzo Mollica, che nella chiacchierata iniziale con Fabio Fazio, in una sorta di prologo del concerto, ha dedicato alla cantante - esaltandola come simbolo di emancipazione, per il suo alto livello professionale, e per la sua voce attoriale - e agli inizi della sua carriera: dalla conoscenza con Giorgio Strehler e i relativi esordi al Piccolo Teatro, che successivamente è stato intitolato a lui, alle collaborazioni con Gigi Proietti, Raffaella Carrà, Pippo Baudo, Franca Valeri, Luigi Tenco, Vittorio De Sica, Giorgio Gaber, Corrado, e, ovviamente, Gino Paoli.
Un omaggio ai suoi esordi che poi, durante il concerto, è stato ampliato da un collettivo di artisti milanesi - composto da Ale & Franz, Enrico Bertolino, Lella Costa, Angela Finocchiaro, Enzo Iacchetti, Marina Massironi, Maria Amelia Monti, Cochi Ponzoni, Paolo Rossi, e, al pianoforte, Paolo Jannacci - che, in collegamento proprio dal Piccolo Teatro Strehler, hanno cantato Ma mi, uno dei primi successi di una giovanissima Ornella Vanoni.
Una canzone dalle parole importanti, come quelle incise sulla targa commemorativa nell’aiuola di fronte allo stesso Piccolo Teatro Strehler, che, alla presenza del sindaco Beppe Sala e dell’assessore alla cultura Tommaso Sacchi, le è stata intitolata, esaudendo, così, un suo desiderio. Poche parole incise, e incisive, che la ritraggono appieno: Cantante, Artista, e Donna libera.
Concetti espressi, oltre che dai cantanti che le hanno reso omaggio e da Vincenzo Mollica, anche da autorevoli esponenti del mondo della musica - quali Pacifico, Mara Maionchi, e Mario Ravezzi -, che hanno offerto un quadro sfaccettato dell’artista. Quadro che viene completato dalle parole della magnifica rettrice Marina Brambilla dell’Università Statale di Milano quando legge la motivazione con cui, l’11 giugno 2025, tale Università ha conferito la laurea honoris causa alla Vanoni.
Già, la Vanoni. Anzi l’Ornella - rigorosamente con l’articolo davanti -, come sostiene Luciana Littizzetto, per ribadirne l’unicità, nella sua consueta letterina settimanale che per l’occasione ha dedicato a lei, unendo ironia e tenerezza, e fornendo a sua volta un ritratto unico. Unicità che è stata dimostrata anche dall’affetto del Reparto Audio, che, attraverso un comunicato affidato alla stessa Littizzetto, ha voluto renderle omaggio attribuendo al microfono numero 18 - da lei sempre usato in tutte le sue partecipazioni a Che tempo che fa -, il nome Microfono Vanoni.
E, per finire, le parole della stessa artista, lette da Fabio Fazio e Luciana Littizzetto: battute ironiche e aforismi seri che fanno della cantante una vera e propria filosofa; e con la sua esortazione, espressa durante un’intervista rilasciata nel settembre 2014 a Vincenzo Mollica, ad avere il coraggio di osare sempre e di non mollare mai.
Dopo i saluti finali, con tutti i partecipanti che si sono palesati sul palco accompagnati dalle galvanizzanti note di Musica musica, lo spettacolo televisivo si conclude con due video con protagonista Ornella Vanoni: la sua interpretazione, durante un concerto, proprio di Musica musica; e la lettura, in una sorta di saluto, di un brano tratto dalla sua autobiografia Vincente o perdente (edita da La nave di Teseo).
E lo spettacolo continua!... Sì. Perché, come ha dimostrato questa serata-evento, l’eternità esiste!
©Sergio Rilletti, mercoledì 11 febbraio
2026 – ore 11.41

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