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sabato 30 novembre 2024

MyLife - LA SECONDA PIZZATA DELLA RINASCITA (Una poesia autobiografica inedita)


Cari amici, ben arrivati

alla Seconda Pizzata della Rinascita:

cinque anni sono passati

da quella serata così magica.

Io in quell’occasione vi radunai

perché l’anno prima, per miracolo, mi salvai,

e amici, consolidati e inaspettati, ritrovai:

in quei giorni di ospedale così turbolenti

mi si erano affollati incertezze e mille tormenti;

ma una promessa, fatta ad amici, avevo sempre in mente,

e il pensiero di quel mio impegno, ogni dì vivo mi mantenne.

Poi quel progetto è mutato,

non più un film ma un romanzo è diventato:

una lunga e unica storia che, tanto per cambiar,

ha sempre a che fare con Mister Noir.

Ma un altro grande progetto, cinque anni fa, vi avevo annunciato,

che poi, a un certo punto, sembrava sfumato.

Ora però ho preso in mano io la situazione,

e, finalmente, sembra profilarsi una buona soluzione:

andrò ad abitare vicino a Casa Caldera,

dov’è svanita nel nulla l’équipe della Vecchia Era:

solo lo spazio libero del cortile vi condividerò,

e in un appartamento con una assistente, io, da solo, vivrò.

Non so bene quanto tempo ci vorrà,

ma tra qualche mese, comunque, questo accadrà.

E sapervi sempre così vicini, cinque anni fa come ora,

forza mi infonderà e un gran bene, certamente, mi farà!

 

©Sergio Rilletti, giovedì 21 novembre 2024

(Letta da Sergio Malacrida al Ristorante-Pizzeria "Dai 2 fratelli" di Milano)

martedì 15 ottobre 2024

SORVOLARE... SULLE ALI DELLA FANTASIA (Una poesia inedita - Scritta per "GIOVANI SENZA CONFINI 2024")

Da sempre diciamo Volare sulle ali della fantasia:

una formula un po’ magica

che è un po’ di tutti… e un po’anche mia;

ma quello a cui nessuno pensa,

e che nella mente capolino non fa,

è che la fantasia serve anche a sorvolare la realtà.

Lei ci fa, sì, volare su reami colorati, principi, e principesse,

ma ci fa anche planare su città, viali, e teste assai diverse;

e se c’è qualche problema che notiamo,

noi una soluzione la cerchiamo;

e non importa se una questione è semplice o tortuosa,

perché la fantasia è comunque sempre assai generosa;

e, se noi le diamo la possibilità,

la fantasia sempre ci aiuterà

a modificare, con pazienza, la realtà.

Attenzione, però, perché la fantasia, a volte, è birichina,

e una realtà che personalmente non vediam

possiamo confonderla con quello che noi pensiam.

E se qualcuno ci fa tanto innervosire,

noi in un racconto lo possiamo inserire:

ovviamente la fantasia un altro nome gli darà,

ma ciò che ci ha fatto arrabbiare si saprà,

e, a sfogarci e a migliorare il mondo, utile sarà.

Così da sempre è, e così sempre accadrà:

qualunque cosa noi facciam,

la fantasia ci accompagnerà,

e se a sfruttarla al meglio noi riusciam,

grandi gioie e soddisfazioni lei ci regalerà,

e un gran bene, a tutti, farà!


                                               Sergio Rilletti

                                        Milano, venerdì 28 giugno 2024


Letta da Martin Zanchetta alla Galleria Bouffou durante la manifestazione "GIOVANI SENZA CONFINI"

Celle Ligure, sabato 7 settembre 2024


martedì 15 novembre 2022

MyLife - TRENTACINQUE ANNI... IN DUE (Una poesia autobiografica inedita)


Trentacinque anni, e non sentirli;

e non perché siamo non-udenti!

Trentacinque anni di amicizia,

che ha trasformato la mia vita in letizia.

Trentacinque anni da quella magica sera:

da quella Estate e Festa di San Martino,

quando tu per la prima volta mi vedesti e mi rivolgesti un sorriso,

donandomi un complimento… a me molto gradito.

Da quel momento in poi non ci siamo più lasciati,

e tutti i tempi, belli o burrascosi, insieme li abbiamo affrontati.

Tu, pretendendo ogni settimana almeno tre novità,

mi hai introdotto a uno stuolo di nuove realtà,

e una vitale sicurezza, in me, hai saputo crear;

io, che in confronto a te mi sento sempre piccolino,

sono da sempre orgoglioso di essere tuo amico,

e, in un modo o nell’altro,

ho sempre cercato di starti accanto.

E non esiste un momento della giornata

in cui io non ringrazi Dio per averti incontrata;

e ogni volta che mi vieni alla mente,

tu mi sproni, e mi

rendi tutto più leggero e divertente:

anche nei momenti più bui e neri,

tu dentro di me compari,

dandomi forza e allietando i miei pensieri.

Trentacinque anni meno due giorni sono passati

da quando una macchina del tempo ho bramato,

per rivivere quel nostro primo magico momento

che io pensavo di aver sognato.

Trentacinque anni, e non manifestarli,

nonostante tutti i nostri impegni e affanni,

e, ogni volta che ti guardo,

mi sembra che me non sia passato neanche un anno.

Trentacinque anni di amicizia,

praticamente diciassette anni e mezzo a testa;

e ogni volta, per me e la mia vista,

è un motivo di gran festa.

Noi siamo due eterni giovincelli, a tutte le età:

una magia che solo una vigorente amicizia vera può crear!

 

 

©Sergio Rilletti, martedì 15 novembre 2022

 

sabato 16 novembre 2019

MyLife - LA PIZZATA DELLA RINASCITA (Una poesia autobiografica inedita)

“Eh… già. Sembrava la fine del mondo, ma sono ancora qua!”,
cantava Vasco Rossi qualche anno fa.
Ed è esattamente il 14 novembre di un anno fa
che, uscendo vittorioso dall’Ospedale Sacco,
feci con me stesso questo patto:
“Tra un anno esatto i miei amici radunerò,
una bella pizzata con loro organizzerò,
e il giorno della mia rinascita, io, festeggerò.”

Poi, il 30 gennaio di quest’anno,
a tutti augurai, in rima, Buon Anno;
perché, qualunque giorno sia,
un augurio di 365 giorni di felicità,
enunciato in una poesia,
mette sicuramente curiosità e allegria.
Un conduttore radiofonico la mia poesia notò,
e assai presto mi contattò:
nel suo programma Noi la declamò
e di me pure parlò;
e una rubrica, a mio nome, mi affidò.
Parola di Scrittore la intitolai,
e, attraverso la sua voce, quella di Stefano Pastorino,
quindici puntate e quindici temi affrontai;
e, una volta, attraverso la mia poesia Ho compiuto 50 anni,
la puntata vi dedicai.

E fu proprio durante la festa del mio 50° compleanno
che vi avvisai che entro la fine di quest’anno
avrei fatto come Mister Noir,
e, da solo con un assistente, sarei andato ad abitar.

Ora il progetto è un po’ cambiato,
ho conosciuto nuove persone e il loro operato;
Mister Noir presto in libreria tornerà,
e il sottoscritto, tra quattro giorni, a Casa Caldera andrà.
Non sarà una partenza definitiva,
dopo dodici giorni io tornerò a casa mia;
ma è un’esperienza di tutto rispetto
che mette alla prova il mio progetto.
Con altri coinquilini io sarò,
ma gestire il mio tempo io potrò,
e se volessi invitare qualcuno, uscire con gli amici, o far tardi (ben oltre) la sera,
me l’hanno proprio assicurato: io lo farò.
Un’esperienza che mi aprirà altri orizzonti e altre porte,
e mi farà andare sicuramente oltre.

E così, dopo un anno che mi sono sbrogliato dal Sacco,
siamo tutti qui, come avevo programmato,
riuniti, a questa bella Pizzata della Rinascita,
per comunicarvi, fuori programma, questa mia importante novità,
e per festeggiare quel misto di volontà e di casualità
che la vita, sempre, ci dà.


©Sergio Rilletti, giovedì 14 novembre 2019, Pizzeria Cicciobello, Milano  -  Letta da Niccolò Larghi

lunedì 13 maggio 2019

PAROLA DI SCRITTORE (1x10): LA BALLATA DEL RICCIOLO RIBELLE (Una filastrocca inedita - Versione per Radio SkyLab)

Salve a tutti!... La scorsa settimana sono andato a Londra, a trovare mia nipote, Greta Zaltieri; un’ex-bambina, ormai ventunenne, che sin dalla più tenera età ha coltivato la passione per la musica e per la scrittura creativa.
Ora frequenta con successo la Roehampton University di Londra, riuscendo a rappresentare, tra le altre opere, Morte accidentale di un anarchico di Dario Fo e Franca Rame, in una sua versione, in inglese, e ottenendo risultati eccellenti. Dati oggettivi alla mano.
Non so se la passione per la scrittura creativa e la relativa tenacia per perseguire i propri sogni le abbia prese da me, ma è un dato di fatto che la breve filastrocca che state per ascoltare, intitolata La ballata del ricciolo ribelle, quando era piccola se la faceva leggere sempre.
Buon Ascolto a tutti! (Sergio Rilletti)

A Greta,
che, quando era piccola,
continuava a farsela leggere.


Un giorno, un bimbo piccolo piccolo,
andò allo specchio, e si vide un ricciolo.
Lui, che voleva avere i capelli sempre belli,
lo voleva mandare coi suoi fratelli;
ma ogni volta che il pettine lo mandava giù,
il ricciolo si impuntava e ritornava su.

Il bimbo andò nel bosco, prese l’acqua del laghetto
e si bagnò il suo ciuffetto;
quello, che non voleva saperne di stare giù,
caparbio, tornava sempre su.

Fu allora che vide una pietra:
“Con quella nella destra,” pensò,
“il ricciolo forse convincerò!”;
ma poi, a testa china, meditò:
“Sì, ma un gran male mi farò!”.

Poi, rivolto a un albero alto e snello, disse:
“Oh, albero, alberello,
pensaci tu a farmi più bello!”.
Ma l’albero, a questa richiesta,
gli fece cadere tutti i frutti in testa.

E così, stanco e deluso,
si affacciò al laghetto, e vide quell'intruso.
“Però, non è male!”,
si congratulò;
e lesto a casa col suo ricciolo ritornò,
e a tutti quanti, contento, lo mostrò.



©Sergio Rilletti, lunedì 13 maggio 2019, ore 17.15, Radio SkyLab, per "PAROLA DI SCRITTORE - CINQUE MINUTI CON SERGIO RILLETTI" - Letto da Stefano Pastorino

martedì 7 maggio 2019

PAROLA DI SCRITTORE (1x09): MyLife - HO COMPIUTO 50 ANNI (Una poesia autobiografica - Versione per Radio SkyLab)

Salve a tutti!... Dovete sapere che, da un bel po’ di anni, io festeggio il mio compleanno con gli amici… quando mi pare, in una data imprecisata che può oscillare tra 21 aprile, che sarebbe il giorno giusto, e la fine di giugno.
Ebbene sì, me la prendo comoda. Praticamente, prima mi assicuro di compiere gli anni, e poi organizzo la relativa festa.
A volte pure sollecitato da qualche mia amica.
Il 6 maggio 2018, esattamente un anno fa, era una splendida domenica di sole, a Milano; e due mie carissime amiche, Marialba e Simona, organizzarono una mega-festa per il mio 50° compleanno, in cui invitarono moltissimi miei amici; anche quelli dei tempi passati. E io, alla fine, sorpresi tutti - organizzatrici comprese - con una poesia, intitolata Ho compiuto 50 anni, che avevo scritto per l’occasione.
Quel giorno la lesse in pubblico il mio amico Niccolò, completamente ignaro di ciò che lo aspettava. Oggi la leggerà Stefano Pastorino, a cui sono molto grato per questa mia rubrica radiofonica settimanale, la cui proposta mi aveva colto proprio di sorpresa.
E oggi, io, facendo finta di avere ancora 50 anni, voglio dedicarla a lui, a voi, e a tutti i miei amici; compresi quelli che, il 6 maggio di un anno fa, non erano potuti venire alla mia festa.
Buon Ascolto a tutti! (Sergio Rilletti)
Ho compiuto 50 anni,
tra molte gioie e alcuni affanni,
ma, io non posso scordar,
chi, oltre alla mia famiglia,
molto affetto mi sa dar.
Sto parlando proprio di voi, miei cari amici:
alcuni di voi li conosco da tempi proprio lontani,
altri, invece, provengono da tempi molto più vicini.
Dai tempi dell’asilo alle elementari in poi,
nella mia vita c’è sempre stato qualcuno di voi;
a condividere le mie varie passioni:
dai giochi di noi bimbi all’attuale mondo degli scrittori,
dai concerti e teatri alle inevitabili e gustose libagioni.
Col notiziario parrocchiale, e per qualche spettacolo teatrale, collaborai,
e così la mia passione per la scrittura, e alcune mie valide amicizie, rafforzai.
E quando la serale Scuola del Fumetto frequentai,
il caloroso sostegno di alcuni volonterosi amici
e di quattro magnifiche e belle assistenti trovai.
E, dopo un cinemino o una bella chiacchierata,
mi accorgo che i miei ricordi con voi mi riportano indietro nel tempo,
all’epoca di una gita o di qualche bella vacanza:
all’estero, in barca, in montagna,
o semplicemente a Celle Ligure, sulla passeggiata lungomare.
Tante cose, anche se non vi conoscete, vi accomunano,
a cominciare da questo periodo dell’anno,
che, anche se non è mai il 21 aprile,
è sempre, comunque, il mio compleanno;
e le rare volte in cui lo volevo dimenticare,
alcuni di voi mi hanno dato la sveglia,
dicendomi che era ora di festeggiare!
Ma a dire il vero, quest’anno,
lo dobbiamo a Marialba e a Simona
il festeggiamento di questo mio speciale Compleanno:
sono loro che da mesi, senza sosta (o meglio senza siesta),
stanno preparando questo dì di festa.
Ma c’è un altro fatto che vi lega tutti quanti:
che io non vi veda da diverso tempo o solo dall’altroieri,
siete sempre tutti nei miei bei pen-sieri.
Ed è per questo che, nel ringraziarvi,
c’è una notizia che voglio comunicarvi:
io entro l’anno prossimo me ne andrò,
certo a Milano resterò,
ma comunque casa cambierò;
sì, e come Mister Noir farò,
e da solo, con un assistente, io vivrò;
e chiunque vorrà venire a trovarmi,
a braccia aperte, io, lo accoglierò.
Bene, ora davvero vi saluto,
e vi ringrazio per ciò tutto che insieme abbiamo vissuto:
molte più cose di quelle che ho ricordato,
ma è stata una vera fortuna avervi incontrato
Spero che queste strofe vi abbiano fatto piacere:
sono scritte da un amico scrittore,
che di solito scrive racconti noir e di tensione,
ma che dà all’amicizia un assoluto valore!



©Sergio Rilletti, martedì 7 maggio 2019, ore 17.15, Radio SkyLab, per "PAROLA DI SCRITTORE - CINQUE MINUTI CON SERGIO RILLETTI" - Letto da Stefano Pastorino

lunedì 29 aprile 2019

PAROLA DI SCRITTORE (1x08): UN OMETTO DI NOME OMERTO (Una poesia inedita - Scritta per Radio SkyLab)

Salve a tutti!... Qualche settimana fa, vi ho raccontato dell’avventura che ho vissuto Domenica 9 Aprile 2006 al Parco di Monza, dei due splendidi giovani - un lui e una lei - che mi hanno soccorso e che spero sempre di rintracciare, di come sfondai il muro di omertà che si era eretto al riguardo, e del mio trionfo col racconto autobiografico Solo!, che potete ancora scaricare gratuitamente dal web (CLICCA QUI).
Oggi, ho deciso di riprendere il discorso dell’omertà di gruppo, che ho subìto diverse volte e che considero un atto di vigliaccheria assoluto - ancora più infame se praticato verso una persona con disabilità -, attraverso una poesia sardonica inedita che ho scritto appositamente per questo nostro appuntamento radiofonico, intitolata Un ometto di nome Omerto.
Non sono sicuro che questo tipo di nome Omerto risulterà particolarmente intelligente amabile e simpatico, ma vi assicuro che è il sunto di una moltitudine di cervelli che ho realmente conosciuto e provato, in diverse occasioni.
Buon Ascolto a tutti! (Sergio Rilletti)


Salve a tutti, mi presento:
potete chiamarmi Asdrubale, Filomena, Gelsomino, o Carletto,
o anche con nomi più consueti, più di vostro gradimento;
ma, in verità, uomo o donna che io sia,
io sono sempre, e soltanto, un ometto:
un ometto di nome Omerto.
Io mi trucco, rido, faccio l’amico,
ma quel che conta, poi, non lo dico:
la verità io la so,
ma non per questo la dirò.
E che m’importa se tradisco qualcuno che mi considerava un amico:
lui è uno; io, invece, sono un gruppo.
Ah, il gruppo, che bella invenzione:
ti protegge dallo sguardo, stupito, da gufo
e dalle figure da sveglione.
E se faccio una brutta figura, io me ne infischio,
perché tanto non corro alcun rischio;
né a me né a nessun altro importa di fare la figura dei bovini o del gregge,
perché, tanto, c’è Il Gruppo che ci protegge.
In nome del Gruppo, noi non pensiamo, agiamo,
e quel che ci viene consigliato, noi eseguiamo;
e nessuno di noi ha mai la minima responsabilità,
perché nessuno di noi pensa: fa.
A coprirci a vicenda, bene noi facciam,
perché, quello che per i pensanti si chiama omertà,
noi, semplicemente, la chiamiamo solidarietà,
e tutto un altro effetto, subito, ci fa;
sì, perché Il Gruppo non pensa, Il Gruppo fa.
Non è detto che poi, tra noi, tutti ben ci si conosca,
ma, in nome del Gruppo, noi tradiamo
chi più spesso frequentiamo e con cui, magari, ci confidiamo.
Nessuno di noi, in effetti, mente,
perché, qui, nessuno adopera la propria mente;
c’è qualcuno che ci unisce, prestandoci la propria,
e ci dice di usare sempre quella, che cosi non ci accade niente;
ma il fatto che, alla fine, ciascuno di noi faccia la figura del mascalzone
è una cosa che, a nessuno di noi, minimamente sfiora.
Ora c’è qualcuno che, con modi poetici oppure più spicci,
di questo continua ad avvertirci;
ma a me, come a chiunque altro, ormai piace fare la figura da frescone,
che mi fa sentire parte integrante di un gruppone.
Shhht! Ma ora basta, ho detto sin troppo:
non esiste alcun pericolo reale,
ma le regole del gruppo vanno rispettate.
Di molti nostri presunti protetti mi sono già guadagnato l’affetto,
e potrei comportarmi sicuramente meglio, lo ammetto;
ma attenzione, perché, uomo o donna che io sia,
io rimango sempre, e soltanto, un ometto:
un ometto di nome Omerto.


©Sergio Rilletti, lunedì 29 aprile 2019, ore 17.15, Radio SkyLab, per "PAROLA DI SCRITTORE - CINQUE MINUTI CON SERGIO RILLETTI" - Letto da Stefano Pastorino

mercoledì 30 gennaio 2019

MyLife - BUON ANNO, NUOVO ANNO! (Una poesia autobiografica inedita)


Buon Anno, nuovo anno!
Non importa se è il 1° Gennaio
o un altro giorno del calendario,
quello che davvero importerà
è che l’inizio di un bell’anno sarà.
L’anno vecchio è stato piuttosto birichino,
comportandosi come se avesse bevuto molto vino;
alternando gioie e passioni
a delusioni e terribili malumori.
Molti amici con piacere ho rivisto,
anche quelli che non avevo più visto;
molte brave persone ho conosciuto,
che ora si meritano un mio saluto;
diversi amici ho finalmente ritrovato,
mentre altri ho definitivamente salutato.
Anch’io ho rischiato di andarmene da questo mondo,
e di guardare, da Lassù, il Capodanno
e questo pazzo pazzo girotondo.
Mia sorella e molti altri mi furono vicini:
familiari, parenti, dottori, infermieri, e ancora i miei amici;
tutti mi ricordavano che ero un leone,
e io, rammentandomi della mia passione e degli impegni presi,
mi innalzai sopra a tutto, e non mi arresi.
E ora, che mi sono rimesso a scrivere, a vivere, e a sognare,
accolgo te, Anno Nuovo, che da domani comunque verrai,
con la certezza che bello, seppur imprevedibile,
per me e per tutti comunque sarai.

©Sergio Rilletti, mercoledì 30 gennaio 2019

venerdì 11 maggio 2018

MyLife - HO COMPIUTO 50 ANNI (Una poesia autobiografica inedita)




Ho compiuto 50 anni,
tra molte gioie e alcuni affanni,
ma, io non posso scordar,
chi, oltre alla mia famiglia,
molto affetto mi sa dar.
Sto parlando proprio di voi, miei cari amici:
alcuni di voi li conosco da tempi proprio lontani,
altri, invece, provengono da tempi molto più vicini.
Dai tempi dell’asilo alle elementari in poi,
nella mia vita c’è sempre stato qualcuno di voi;
a condividere le mie varie passioni:
dai giochi di noi bimbi all’attuale mondo degli scrittori,
dai concerti e teatri alle inevitabili e gustose libagioni.
Col notiziario parrocchiale, e per qualche spettacolo teatrale, collaborai,
e così la mia passione per la scrittura, e alcune mie valide amicizie, rafforzai.
E quando la serale Scuola del Fumetto frequentai,
il caloroso sostegno di alcuni volonterosi amici
e di quattro magnifiche e belle assistenti trovai.
E, dopo un cinemino o una bella chiacchierata,
mi accorgo che i miei ricordi con voi mi riportano indietro nel tempo,
all’epoca di una gita o di qualche bella vacanza:
all’estero, in barca, in montagna,
o semplicemente a Celle Ligure, sulla passeggiata lungomare.
Tante cose, anche se non vi conoscete, vi accomunano,
a cominciare da questo periodo dell’anno,
che, anche se non è mai il 21 aprile,
è sempre, comunque, il mio compleanno;
e le rare volte in cui lo volevo dimenticare,
alcuni di voi mi hanno dato la sveglia,
dicendomi che era ora di festeggiare!
Ma a dire il vero, quest’anno,
lo dobbiamo a Marialba e a Simona
il festeggiamento di questo mio speciale Compleanno:
sono loro che da mesi, senza sosta (o meglio senza siesta),
stanno preparando questo dì di festa.
Ma c’è un altro fatto che vi lega tutti quanti:
che io non vi veda da diverso tempo o solo dall’altroieri,
siete sempre tutti nei miei bei pensieri.
Ed è per questo che, nel ringraziarvi,
c’è una notizia che voglio comunicarvi:
io entro l’anno prossimo me ne andrò,
certo a Milano resterò,
ma comunque casa cambierò;
sì, e come Mister Noir farò,
e da solo, con un assistente, io vivrò;
e chiunque vorrà venire a trovarmi,
a braccia aperte, io, lo accoglierò.
Bene, ora davvero vi saluto,
e vi ringrazio per ciò tutto che insieme abbiamo vissuto:
molte più cose di quelle che ho ricordato,
ma è stata una vera fortuna avervi incontrato
Spero che queste strofe vi abbiano fatto piacere:
sono scritte da un amico scrittore,
che di solito scrive racconti noir e di tensione,
ma che dà all’amicizia un assoluto valore!


©Sergio Rilletti, domenica 6 maggio 2018, Villa Radice Fossati, Milano  -  Letta da Niccolò Larghi

mercoledì 15 novembre 2017

MyLife - IL FIORELLINO CHE CAMBIO' IL MONDO (Una poesia autobiografica inedita)


Si dice che il battito d’ali di una farfalla può provocare un uragano dall’altra parte del mondo. Ma io ho conosciuto un fiorellino che è riuscito a stravolgere, a ribaltare completamente, la mia vita e, quindi, quella di molte altre persone.
Un fiorellino dal nome particolare: non si chiama né Margherita né Rosa né Viola.
Non si chiama neanche Mughetto, per fortuna!
Il suo nome è: Simona.
E ha le sembianze di una fanciulla.
Una bella fanciulla a cui è impossibile non dedicare una poesia!...

Ti ho conosciuta tanti anni fa,
in una sera che sembrava primaverile;
era il 15 novembre di trent’anni fa,
quando si incontrarono le nostre vite.
Era una sera bella, da Estate di San Martino,
a Villa Radice Fossati;
e, oltre agli altri, c’erano pure Enzo e don Serafino,
a quella bella Festa della zona
e della Parrocchia San Martino,
a cui mi ero trattenuto solo per puro destino.
Tu per prima mi hai notato,
e, complice un racconto su un libriccino,
subito un complimento mi hai donato.

Così il mio sicuro eremo abbandonai,
e a farmi nuovi amici, e soprattutto amiche, cominciai.
Prima all’Oratorio, poi all’Aias e altrove,
tu mi seguivi sempre, con attenzione;
sul notiziario parrocchiale sempre mi incontravi,
e la Scuola del Fumetto tu mi indicai,
e io, grazie a te e a un gruppo di amici, e soprattutto di amiche,
un corso serale di Sceneggiatura frequentai,
e nuovi rapporti mi creai.
E così, quando andai a lavorare all’Agenzia giornalistica Hpress,
relazionarmi con gli altri era un piacere, e mai uno stress.

Tu, di me, hai letto con passione sempre tutto:
articoli, poesie, racconti, e persino sceneggiature,
di cui, ammettiamolo, a parte dialoghi e didascalie,
o ti metti di buzzo buono o non capisci proprio un tubo.

Tu ti preoccupavi della mia scrittura e dei miei rapporti sociali,
e dei buoni consigli sempre, o quasi, mi davi.
Ogni settimana mi venivi a trovare,
e almeno tre novità ti dovevo dare:
non importava se in ambito lavorativo o amicale,
ma volevi controllare che mi dessi da fare.

Tu mi sei stata vicina anche in un periodo particolarmente oscuro,
e io, con te, mi sentivo sempre al sicuro.
Persino al dottor Cantoni, pur non avendoti conosciuta, eri simpatica,
perché tu, con la tua irruenza, mi davi la giusta carica.

Persino su Facebook mi hai fatto iscrivere,
per ritrovare gli amici che avevo perso di vista;
e anche le radio mi hai fatto contattare,
per i due giovani che al Parco di Monza mi avevano salvato,
e che avrei voluto tanto rintracciare e ringraziare.
A Tutti i colori del giallo, su Rai Radio Due, siamo andati,
e la mia vita è presto cambiata:
uno scrittore abbastanza conosciuto sono diventato,
i falsi amici, anche se non fisicamente, ho eliminato,
e ora pure la prima Civettina d’Oro, per meriti culturali, mi hanno dato.

Orsù, Amica Cara,
la mia poesia finisce qui.
E’ vero, avrei tante altre cose da dire,
ma l’ora del nostro appuntamento
sta per venire al mio cospetto.
Comunque, questa è la verità:
di me, e di ogni persona che ho incontrato,
tu hai cambiato la realtà.
E quando quel dì ti incontrai,
“Che bel fiorellino!” subito come Mister Noir, pensai.
E oggi, come allora, continuo a pensare
che tu sia un bel fiorellino:
un gran bel magico fiorellino
di nome Simona.

©Sergio Rilletti, martedì 14 novembre 2017 – ore 17.47


giovedì 14 aprile 2016

AL DI LA' DI TUTTO (Una poesia inedita)

E alla fine di tutto,
quando il tempo decreta definitivamente la fine di un’esperienza,
l’unica cosa che conta,
quella che non ti fa annegare nelle lacrime del rimpianto
per ciò che avrebbe potuto essere e non è stato,
è il ricordo di tutto ciò che hai fatto
e l’opinione che gli altri hanno di te.
Se questa è positiva,
se ricevi un complimento inaspettato che ti apre il cuore,
allora puoi essere abbastanza soddisfatto di te stesso anche tu.
Al di là di tutto.


©Sergio Rilletti, sabato 7 novembre 2015


martedì 12 aprile 2016

MyLife - VITA (Una poesia inediita)

Frammenti.
Frammenti di un'esistenza che ritorna:
come lampi, come schegge.
Basta una parola, un suono, un profumo,
e tutto ritorna:
i banchi di scuola, gli amici e i compagni,
gli insegnanti e il personale,
la colonia, i giochi e i compiti con mia sorella;
Marzia, bella bimba di La Spezia che non ho più rivisto,
le gite coi compagni, i viaggi in camper coi miei genitori,
la nostra casa a Celle Ligure
condivisa con don Serafino e un sacco di amici,
la prima volta che vidi Simona
e il suo primo complimento per un mio racconto,
io e Greta, e il nostro personale Bau-Cete con la bottiglia,
persone fidate e persone che mi sembravano fidate,
amici e compagni di tempi passati,
fugaci momenti che la mia mente,
obbedendo ad un impercettibile rintocco di campana,
mi fa balenare all'improvviso.
Persone e fatti di un tempo che mi sembra appena passato,
e a portata di mano.
Frammenti.
Frammenti di un'esistenza che a volte ritorna
e mi invade l'animo con la potenza evocativa di un sogno.
Invece no, non è un sogno:
è proprio la vita,
la mia vita!


©Sergio Rilletti, 2010