giovedì 16 marzo 2023

EVENTO - MISTER NOIR A CELLE LIGURE


Salve a tutti!... Sono lieto di annunciarvi che SABATO 1° APRILE, alle Ore 17.30, al bar-trattoria Bollicine/SMS  (Via Colla, 28 – CELLE LIGURE (SV)), vi aspetto per una nuova presentazione di Mister Noir (Oakmond Publishing - CLICCA QUI), la mia antologia di racconti e romanzi brevi con il primo eroe disabile seriale della Storia della letteratura italiana, protagonista di thriller umoristici, che quest’anno celebra il suo 18° Anniversario di vita editoriale.
L’attore Jacopo Marchisio leggerà alcuni brani tratti dal mio libro.
Condurrà l’evento, Renata Barberis.
 
Mi Raccomando: NON MANCATE!
Ingresso libero.



Sergio Rilletti, giovedì 16 marzo 2023

martedì 28 febbraio 2023

MISTER NOIR: UNA PRESENTAZIONE-RECITAL (Venerdì 03-03-2023)


Salve a tutti!... Sono lieto di annunciarvi che VENERDI’ 3 MARZO, alle Ore 19, vi aspetto, assieme a un nugolo di attori, alla Scuola di Teatro Laboratorio56 (Via Baldo degli Ubaldi, 9 - MILANO), per un’atipica presentazione di Mister Noir (Oakmond Publishing - CLICCA QUI), la mia antologia di racconti e romanzi brevi con protagonista il primo eroe disabile seriale della Storia della letteratura italiana, protagonista di thriller umoristici.

Una presentazione speciale che, per celebrare degnamente il 18° Anniversario della nascita di Mister Noir, unirà l’incontro letterario al recital.

Condurrà l’evento, Gianna Pisani.

 

L’evento sarà anche trasmesso in diretta streaming, sul mio Canale YouTube, a questo indirizzo:  https://www.youtube.com/watch?v=28ZzLLF108g .

 

Mi Raccomando: NON MANCATE!



martedì 15 novembre 2022

MyLife - TRENTACINQUE ANNI... IN DUE (Una poesia autobiografica inedita)


Trentacinque anni, e non sentirli;

e non perché siamo non-udenti!

Trentacinque anni di amicizia,

che ha trasformato la mia vita in letizia.

Trentacinque anni da quella magica sera:

da quella Estate e Festa di San Martino,

quando tu per la prima volta mi vedesti e mi rivolgesti un sorriso,

donandomi un complimento… a me molto gradito.

Da quel momento in poi non ci siamo più lasciati,

e tutti i tempi, belli o burrascosi, insieme li abbiamo affrontati.

Tu, pretendendo ogni settimana almeno tre novità,

mi hai introdotto a uno stuolo di nuove realtà,

e una vitale sicurezza, in me, hai saputo crear;

io, che in confronto a te mi sento sempre piccolino,

sono da sempre orgoglioso di essere tuo amico,

e, in un modo o nell’altro,

ho sempre cercato di starti accanto.

E non esiste un momento della giornata

in cui io non ringrazi Dio per averti incontrata;

e ogni volta che mi vieni alla mente,

tu mi sproni, e mi

rendi tutto più leggero e divertente:

anche nei momenti più bui e neri,

tu dentro di me compari,

dandomi forza e allietando i miei pensieri.

Trentacinque anni meno due giorni sono passati

da quando una macchina del tempo ho bramato,

per rivivere quel nostro primo magico momento

che io pensavo di aver sognato.

Trentacinque anni, e non manifestarli,

nonostante tutti i nostri impegni e affanni,

e, ogni volta che ti guardo,

mi sembra che me non sia passato neanche un anno.

Trentacinque anni di amicizia,

praticamente diciassette anni e mezzo a testa;

e ogni volta, per me e la mia vista,

è un motivo di gran festa.

Noi siamo due eterni giovincelli, a tutte le età:

una magia che solo una vigorente amicizia vera può crear!

 

 

©Sergio Rilletti, martedì 15 novembre 2022

 

sabato 5 novembre 2022

BUON KOMPLEANNO, DIABOLIK! (Una breve biografia del Re del Terrore)


 Ormai è ufficiale: il 1° novembre scorso Diabolik ha compiuto 60 anni; anche se in effetti né lui né Eva Kant, sua compagna e complice, li dimostrano.

Un personaggio a cui sono affezionato sin da bambino e che, proprio quest’anno, ho avuto l’onore di rendergli omaggio con Ora X, una breve storia a fumetti scritta e co-sceneggiata da me, pubblicata sul numero 1/2022 de Il grande Diabolik.

Il mio rapporto con Diabolik e di come arrivai a collaborare con Il grande Diabolik, l’ho raccontato in un’intervista che potete leggere su Fronte del blog (CLICCA QUI).

Ora, per celebrare il 60° Anniversario della sua nascita, ho deciso di pubblicare una mia biografia del Re del Terrore, pubblicata nel 2006 su un numero di M-Rivista del mistero, proponendola in una versione riveduta e ampliata per l’occasione.

Quindi Buona Lettura a tutti… e Buon Kompleanno, Diabolik!



Silenzioso come un’ombra, nero come la notte. La sua calzamaglia lascia intravedere soltanto i suoi occhi maligni, grigi come lame d’acciaio. Il suo pugnale saetta nell’aria, portando morte istantanea. Il suo vero nome nessuno lo sa. Nemmeno lui. Per se stesso e per il mondo intero, lui è Diabolik, il Re del Terrore.

Vive a Clerville, dove esercita una professione poco nobile e molto redditizia: il ladro di gioielli e di diamanti!

Una vita da incallito fuorilegge, scelta da lui ma indirizzata dal destino.

Rimasto orfano e unico superstite durante un naufragio venne tratto in salvo, ancora neonato, da un gruppo di uomini che lo portarono alla cosiddetta Isola di King, uno sperduto atollo abitato esclusivamente da criminali di sesso maschile che avevano chiesto asilo a una potente Organizzazione comandata, appunto, dallo spietato King.

Cresciuto taciturno, allevato - senza particolari affetti - dallo stesso King e dagli altri criminali, solo all’età di 6 anni iniziarono a interessarsi a lui, insegnandogli a leggere e a scrivere. Lui cominciò a osservare gli uomini di King lavorare, imparando in fretta tutte le loro specialità - chimica, chirurgia plastica, ingegneria, e intaglio dei diamanti -, che gli sarebbero servite in futuro.

Visse sempre all’aperto, tenendosi in costante esercizio con nuoto, arrampicate su montagne rocciose, esplorazione di grotte… e specializzandosi nel lancio del pugnale, l’arma più silenziosa che ci possa essere. Proprio come lui.

All’età di 22 anni studiò ed elaborò un particolare tipo di maschera che riproduceva fedelmente il viso delle persone.

Intuendo che King voleva carpire i suoi segreti per poi ucciderlo, decise di precederlo, uccidendolo, e fuggì dall’isola indossando una maschera che riproduceva il volto di King, e rubandogli il tesoro. Fu in quel momento che decise di adottare il nome della pantera imbalsamata che King teneva nel suo studio: Diabolik.

Arrivato nello Stato del Deccan, in Oriente, e braccato dagli uomini di King, che volevano il tesoro, il giovane Diabolik venne soccorso dal misterioso Ronin, che lo prese in simpatia e lo iscrisse a una scuola per criminali al suo servizio. Qui, seguendo i duri insegnamenti del maestro Chang, imparò a lottare, a cavarsela da solo in situazioni impreviste di estremo pericolo, e soprattutto… a diffidare delle persone e a essere più duro nei sentimenti.

Fu in questo periodo che elaborò la sua speciale tuta elastica che lascia scoperti, e ben in vista, solo gli occhi. E fu sempre in questa scuola che conobbe la prima donna della sua vita, Jin, una sua compagna di corso che lui credeva amica… e che invece, poi, lo tradì.

Ma tra lui e Ronin si era instaurato un rapporto speciale, e Diabolik non l’avrebbe dimenticato mai più.

Purtroppo, però, gli uomini di King lo raggiunsero anche lì e massacrarono tutti; e lui fu costretto a fuggire dal Deccan - se non per tornarci molti anni dopo per effettuare un colpo memorabile -, per rifugiarsi a Clerville, dove fa sparire Walter Dorian, un suo perfido sosia, prendendo possesso di una sua proprietà, sconosciuta allo Stato.

Ed è proprio qui, a Clerville, dove poi conoscerà Eva Kant - che al loro primo incontro gli salverà la vita -, che Diabolik si conquista il titolo di Re del Terrore.


Diabolik è diabolico, come suggerisce il nome stesso, e geniale. Non colpisce tutti indistintamente, ma ha una particolare predilezione per le persone dell’alta società che hanno raggiunto la loro posizione grazie a traffici e affari illeciti.

I suoi piani sono perfetti, tutto è studiato meticolosamente: Diabolik passa intere settimane - e a volte addirittura mesi - a studiare la vita della propria vittima, prima di agire; e, alla fine, sa tutto: di lei… e di tutti coloro che le gravitano attorno.

Gli impianti d’allarme non sono mai un problema: per quanto sofisticati possano essere, lui è sempre in grado di costruire delle attrezzature che li surclassano. Ed è perfettamente inutile tentare di inseguirlo: grazie alla sua abilità di pilota, alla sua Jaguar E-Type super-accessoriata, e ai mille tranelli che dissemina lungo le strade, riesce sempre a far perdere le proprie tracce… infilandosi in uno dei suoi innumerevoli rifugi sotterranei, invisibili a occhio umano.

Insieme a lui c’è Eva Kant, inseparabile compagna, amante, e complice. Il loro è un amore veramente eterno, di quelli che nemmeno la morte potrà mai spezzare.

Quando è il momento di entrare in azione, rapiscono o uccidono una persona particolarmente vicina alla vittima designata, sostituendosi a lei. Impossibile accorgersi della differenza: le loro maschere, che ormai Diabolik ha perfezionato, riproducono fedelmente i tratti dei visi. Così, mentre uno di loro agisce dall’interno, l’altro resta in contatto, nascosto nel rifugio, fungendo da supporto.

Impossibile prevedere i loro colpi e sventarli. L’unico che ci prova è l’ispettore Ginko, che intraprende con Diabolik delle vere e proprie battaglie d’ingegno.

Sono sessant’anni, ormai, che l’ispettore Ginko è ossessionato dalla sua cattura; più di una volta c’è riuscito, ma alla fine Diabolik viene sempre liberato da Eva Kant.

Nonostante la sua professione, Diabolik ha un valore morale assoluto: la lealtà, e, a volte, decide di intervenire, a modo suo, in soccorso di qualche persona perbene, fidandosi di lei. Fiducia che, quando è ben riposta, può generare affetti sinceri e amicizie che, in alcuni casi, perdurano nel tempo. Tra questi, Valentino detto Il Gatto, un ladro gioviale e simpatico, e Bettina, una bimba curiosa, diventata un’adolescente piena di buoni sentimenti.

Ogni tanto qualche incauto malvivente osa sfidarlo, rapendo la sua bella e amata Eva. Niente di più sbagliato: chiunque osi mettere in pericolo la sua compagna, l’amore della sua vita, muore.

Così, nonostante tutti i tentativi della polizia, gli abitanti di Clerville continuano a essere terrorizzati dalla sua presenza. E Diabolik ed Eva Kant continuano ad amarsi, ricchi e indisturbati.

©Sergio Rilletti, sabato 5 novembre 2022

domenica 16 ottobre 2022

MISTER NOIR COMPIE 18 ANNI! (Un beve articolo inedito)

Salve a tutti!... Oggi, DOMENICA 16 OTTOBRE 2022, è una data da celebrare. Perché, esattamente alle Ore 20.14 del 16 Ottobre di diciotto anni fa, nella hall dell’Admiral Hotel di Milano (e sulle pagine di “M-RIVISTA DEL MISTERO”) nasceva Mister Noir, il primo eroe disabile seriale della Storia della letteratura italiana, protagonista di thriller umoristici… modestamente creato da me.

Quindi, oggi, MISTER NOIR COMPIE 18 ANNI!

Sì, è vero che nel racconto “CACCIA ALLA CACCIATRICE”, presente nel mio libro “MISTER NOIR” (edito da Oakmond Publishing e acquistabile su Amazon - CLICCA QUI), rivelo che Mister Noir ha 30 anni, ma oggi celebriamo i suoi 18 ANNI DI VITA EDITORIALE!

Mi dispiace che, a causa di alcune mie vicissitudini personali, oggi non riesca a festeggiare questo importante anniversario come avrei voluto; ma d’altronde anch’io, quando festeggio il mio compleanno, lo faccio con calma, alcuni mesi dopo!...

Quindi, preparatevi; perché le celebrazioni per il 18° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI MISTER NOIR sono appena iniziate!

E non saranno soltanto on-line!...

 

Sergio Rilletti, domenica 16 ottobre 2022

sabato 9 luglio 2022

DIETRO LE QUINTE DI... "MISTER NOIR" DI SERGIO RILLETTI - 4^ Puntata: TRE PRIMI INCONTRI (DI CUI UNO REALE)


 Salve a tutti!... Nelle puntate precedenti vi ho raccontato chi è Mister Noir (CLICCA QUI), com’è nata l’idea della serie di racconti che lo vede protagonista (CLICCA QUI), e che cos’era il telefilm Agente speciale a cui mi sono ispirato per riproporne lo spirito brioso e scanzonato (CLICCA QUI). Ora vi racconterò la genesi di Tre primi incontri, la storia d’apertura del mio libro, Mister Noir (edito da Oakmond Publishing).

Ci sono racconti che nascono da una tua idea, la maggior parte ovviamente, e ci sono racconti che invece nascono da richieste altrui. Tre primi incontri, il racconto che apre il mio libro, appartiene sicuramente a questa seconda categoria.

Scritto dieci anni dopo la pubblicazione della prima avventura di Mister Noir, su specifica richiesta di Andrea Carlo Cappi, costituisce, di fatto, la prima storia che lo vede protagonista.

Ma andiamo con ordine.

Correva - anzi volava - l’anno 2014, e io, d’accordo con Andrea Carlo Cappi, che a quei tempi era Direttore Editoriale della Collana M di Cordero Editore, stavo revisionando alcuni racconti che avrebbero composto l’antologia che avrebbe celebrato il decennale della nascita editoriale di Mister Noir e che si sarebbe intitolata Le avventure di Mister Noir - proprio come la serie di racconti che avevo creato per M-Rivista del mistero -, quando lo stesso Cappi mi invitò caldamente a scrivere una storia di apertura dell’intera saga, che riguardasse, quindi, il primo incontro tra Mister Noir ed Elena Fox.

Logico: un’antologia che vuole proporre i racconti di una serie in rigoroso ordine cronologico, deve iniziare col momento in cui i due protagonisti si incontrano per la prima volta.

Già. Ma io non ero pronto, credendo di avere tutto il tempo del mondo per creare, con tutta calma, nel corso degli anni, una storia in cui poter raccontare, a un certo punto, tramite un flashback, come si erano conosciuti Mister Noir ed Elena Fox.

Invece no, dovevo scriverla subito. E allora presi spunto da un suggerimento che mi aveva dato Cappi, e lo adattai allo stile mio e della serie.

Così scrissi del bizzarro colloquio di lavoro tra Mister Noir ed Elena Fox, delle prove attitudinali con cui il detective testa la sua candidata assistente (per verificare come si comportava con una persona con disabilità come lui), e della loro prima rissa (che, in effetti, è un altro tipo di incontro).

Un bizzarro colloquio di lavoro che però non ho voluto ambientare né in una data precisa - come invece farò in tutti gli altri racconti - né nello studio del detective, ma bensì in una data imprecisata, a Villa Radice Fossati, dove la sera di Domenica 15 Novembre 1987 incontrai per la prima volta la mia amica Simona (che come seppi tempo dopo, oltre a somigliare fisicamente a Elena Fox, quella sera era pure vestita in modo molto simile al suo), che determinò lo straordinario stravolgimento della mia vita, che mi fece da mental coach per i rapporti interpersonali, e che, per quanto vi riguarda, alimentò la mia caparbietà di affermarmi come scrittore.

E quella fatidica sera, dopo essersi accertata che fossi proprio io, Simona mi fece subito, ma proprio subito, i complimenti per un mio racconto. Un fatto che non poteva passare inosservato a Mister Noir, presente a mia insaputa, che infatti tempo dopoo mi contattò per assumermi come suo biografo.

Eh? Come? Non ci state capendo più niente? Vi chiedete dove finisca la fantasia e dove inizi la realtà?

Be’, abituatevi; perché questo è solo l’inizio, e nelle avventure di Mister Noir tutto può accadere; compreso che la fantasia e l’autobiografia dell’autore si fondano tra loro, pur rimanendo ben distinte l’una dall’altra!... Ma, di questo, ne parleremo più diffusamente nelle prossime puntate!

CONTINUA…

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Per LEGGERE LA MIA IRONICA BIOGRAFIA scritta da Mister Noir – CLICCA QUI

Per LEGGERE UN ESTRATTO del mio libro – CLICCA QUI

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@Sergio Rilletti, sabato 9 luglio 2022

 

venerdì 1 luglio 2022

DIETRO LE QUINTE DI... "MISTER NOIR" DI SERGIO RILLETTI - 3^ Puntata: C'ERA UNA VOLTA... AGENTE SPECIALE

Salve a tutti!... Nella puntata precedente vi ho raccontato come la mia serie di racconti Le avventure di Mister Noir, e quindi la mia antologia Mister Noir (edita da Oakmond Publishing), sia nata dal voler riproporre l’umorismo e la briosità del telefilm Agente speciale, che vedevo quand’ero bambino, ma con un protagonista diversamente abile (CLICCA QUI).

Già. Ma che cos’era Agente speciale?

Agente speciale (titolo originale: The Avengers) era un telefilm chiaramente di origine inglese, anzi proprio british - come il tipico umorismo che lo contraddistingueva -, creato dal produttore Sydney Newman, che durò per sei stagioni, prima in bianco & nero e poi a colori, dal 1961 al 1969, ma che in Italia imperversò, quasi ininterrottamente, fino agli inizi di questo secolo.

Prendendo in considerazione solo le ultime tre stagioni, ovvero quelle trasmesse anche nel nostro Paese, in questa brillante serie l’elegantissimo agente segreto John Steed (interpretato da Patrick Macnee), armato di bombetta e ombrello, e le sue belle e letali assistenti - la graziosa e atletica Emma Peel (Diana Rigg), entrata di fatto nell’immaginario collettivo di tutti gli appassionati della serie, e successivamente Tara King (Linda Thorson) dagli occhi grandi e dolci -, affrontavano misteri, che spesso sembravano sconfinare nel surreale, con grande ironia e incredibile aplomb.

Loro erano agli ordini di due bizzosi capi diversamente abili: Mamma, un uomo opulento e paraplegico, e, in sua assenza, Papà, una donna smilza e cieca.

Apparsa solo poche volte, Papà, indipendentemente dalla sua cecità, non poteva proprio vedere Mamma.

Mamma, invece, era molto più presente. Aveva ai suoi diretti ordini una segretaria, Rhonda, sulla quale riversava tutta la sua autorità e nevrosi, affibbiandole degli incarichi assurdi che travalicavano persino il concetto stesso di parossismo (tipo farsi scarrozzare da un capo all’altro della scrivania mentre lui parlava al telefono). Verso Steed, però, nutriva una fiducia infinita, ed era disposto a usare tutta la sua influenza per aiutarlo e proteggerlo, anche quando un complotto ben organizzato lo indicava come unico indiziato.

Oltre alla creazione delle figure atipiche di Mamma e Papà, che dimostravano in modo inconfutabile che si poteva ironizzare sulla disabilità, Agente speciale aveva il grande merito di non possedere tabù: le persone disabili potevano benissimo essere dei capi capaci e bizzarri, ma anche dei folli dalla mente geniale da bloccare a qualsiasi costo; e le carrozzine elettriche erano sì dei semplici mezzi di trasporto… ma potevano anche essere utilizzate come inquietanti macchine di morte!

Da tutto questo, ho preso l’ironia, l’aplomb, e l’eleganza dei due protagonisti, uomo e donna d’azione, trasferendoli a Mister Noir ed Elena Fox.

Essendo la mia una serie di racconti, purtroppo non posso avvalermi di una sigla come quella di Agente speciale (con lui che si prepara a stappare una bottiglia di champagne, con lei che gliela stappa con un colpo di pistola, e con un delicato tintinnio di bicchieri in segno di brindisi), che, grazie anche al brano strumentale The Shake di Laurie Johnson, ne anticipava l’ironia; ma, grazie a Marco Giannuli, che creò il logo della mia serie per M-Rivista del mistero, e a Giorgio Rizzo, che ha realizzato la copertina della mia antologia, ritengo che l’ironia delle avventure di Mister Noir sia comunque ben rappresentata anche a livello grafico.

A questo punto, forse, sarete curiosi di sapere quali racconti e romanzi brevi compongono il mio libro, per un totale di 397 pagine.

Bene, se è così mi fa molto piacere!... Ma, di questo, ne parleremo più diffusamente nelle prossime puntate!

CONTINUA…

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Per LEGGERE LA MIA IRONICA BIOGRAFIA scritta da Mister Noir – CLICCA QUI

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@Sergio Rilletti, venerdì 1° luglio 2022