giovedì 13 febbraio 2014

SANREMO 2013: UN FESTIVAL DA FAVOLA (Un articolo)

C’erano una volta le Polemiche, e, dietro a loro, come un carro trainato dai buoi, il Festival della Canzone Italiana.
O, almeno, così si pensava!
Anzi, secondo alcuni opinionisti e benpensanti, erano proprio le Polemiche il vero fulcro della manifestazione, che, senza di esse, avrebbe perso gran parte del suo fascino.
Poi, il 12 febbraio scorso (un martedì sera), davanti al Teatro Ariston di Sanremo, comparve una carrozza principesca, come quella delle favole. E la Magia iniziò.
Per cinque giorni, la Canzone Italiana si è riappropriata della propria Festa, coinvolgendo subito attivamente il pubblico a casa nella selezione delle canzoni stesse, ma non dei cantanti, permettendo comunque a questi di rimanere fino alla fine della manifestazione, e quindi della Festa.
E il clima festivaliero, appunto, è rimasto intatto in ogni momento, grazie sia alla naturale effervescenza dei due conduttori - Fabio Fazio e Luciana Littizzetto -, che hanno saputo tramutare in un momento ludico persino la gara, sia alla complicità degli autori e del cast tecnico - provenienti in parte da Che tempo che fa -, che hanno saputo permeare di leggiadria momenti a sfondo sociale importanti.
Una favola di festival caratterizzato anche dall’eleganza e dalla simpatia delle belle ospiti, che si prestavano a fare da spalla alle punzecchiature tra i due conduttori, e, per quanto mi riguarda - da autentico non-sportivo quale sono -, dal discorso che Roberto Baggio ha dedicato ai giovani sull’importanza di perseguire caparbiamente i propri sogni basandosi solo sulle proprie capacità, senza accettare scorciatoie. Un discorso che, in qualità di scrittore “diversamente abile” non ancora famoso ma comunque affermato, so quanto sia vero e, soprattutto, gratificante.
Luciana Littizzetto ha rappresentato, in modo efficace, la “donna della porta accanto”, che non ha alcun problema ad intervenire e a dire la propria opinione esponendosi in prima persona.
Fabio Fazio, perfettamente a suo agio con la sua partner, ci ha fatto ritornare indietro nel tempo, riproponendo una divertente kermesse di imitazioni di cui, sinceramente, sentivamo un po’ la mancanza.
Un Festival in cui, per la prima volta, le Polemiche non hanno trovato una via d’accesso. Sì, certo, ci sono stati dei bisbigli un po’ rumorosi durante l’intervento satirico di Maurizio Crozza; ma, anche quelli, non hanno avuto un gran seguito.
Un’edizione senza Polemiche, quindi, che è piaciuta molto a tutti. Alla faccia degli opinionisti e dei benpensanti.
Di questo Festival, in definitiva, rimarranno due cose (oltre alle canzoni): la Magia della professionalità, del divertimento, e della spontaneità; e le zucche che si sono trasformate nella carrozza principesca della Littizzetto.
Sì, zucche, al plurale.
Zucche piene di idee, però, non vuote!


©Sergio Rilletti, 2013