martedì 11 febbraio 2014

SANREMO 2012: IL SEGNALE (Un racconto)

Sabato 18 febbraio 2012, Teatro Ariston di Sanremo, ore 22.50 circa.
Lui era lì, sul palco, davanti alla scrivania. Aveva già parlato, rispondendo alle accuse che gli erano state rivolte per il suo intervento durante la prima serata del Festival.
Era stato annunciato, acclamato, applaudito. Sì, certo, poi era stato anche contestato e fischiato da tre o quattro individui che sembravano essere stati messi lì apposta, ma, a discorso finito, il pubblico l'aveva applaudito di nuovo.
Non proprio un'ovazione, com'era abituato, ma comunque applausi.
Poi aveva cantato La cumbia di chi cambia - un autentico inno alla libertà di pensiero e al coraggio di praticare cambiamenti -, aveva brandito il microfono, e si era piazzato davanti alla scrivania; sembrava pronto per parlare di nuovo alla folla, quando si bloccò.
Alla sua destra comparve lui, il conduttore.
L'amico di una vita aveva gli occhi lucidi.
E, da quel momento in poi, tutto si fermò.
Non c'era bisogno di parole. Lo sapevano entrambi. Quello era il segnale.
L'avevano concordato prima con la direzione: quando Morandi gli si sarebbe affiancato, lui, il cantante-predicatore, avrebbe dovuto interrompere il proprio intervento e prepararsi ad un'uscita di scena dignitosa.
L'amico guardò negli occhi l'amico; lo ringraziò, e l'altro contraccambiò.
Sapevano entrambi cosa dovevano fare.
Si alzarono, in silenzio e lentamente; e, coadiuvati dal pubblico, che interagiva con loro con delle battute, e dal direttore d'orchestra Filo Zanotti, simpatico bersaglio d'una breve gag, si misero a cantare Ti penso e cambia il mondo, una struggente e intensa canzone sull'amicizia e sull'amore.
Morandi, durante un collegamento col Tg1, aveva annunciato che Celentano stava preparando una cosa bellissima. Ma non c'era niente di eclatante o di divertente, come invece ci si sarebbe aspettato, in ciò che stava avvenendo. Era solo un momento estremamente intimo tra due grandi amici che, dopo una settimana di polemiche infernali che avevano raggiunto livelli deliranti, non avevano alcuna voglia di separarsi.
Continuarono così, chiedendo silenziosamente all'orchestra di ripetere il ritornello più volte, null'altro; per ritardare il più possibile il momento degli anticipati saluti.
Poi la canzone finì, e i due amici, dopo un lungo e commosso abbraccio, si separarono.
Celentano salì le scale, salutò baldanzosamente il pubblico, che lo contraccambiò con uno scroscio di applausi, e scomparve dietro le quinte.
Poi Morandi dichiarò l'amore di Celentano per la gente, i media, e i giornali, specificando che lui non odia nessuno, concludendo quel momento con un gesto di pace.

Ma le cose non erano affatto a posto, né nell'animo del conduttore né nel palinsesto della serata.
E si notò. Più volte.
Alla ripresa del programma, Morandi tentò di duettare con Alessandro Casillo, il vincitore del Festival nella Sezione Giovani, proponendogli qualche celebre canzone di Celentano; come per prolungare un momento concluso troppo in fretta. L'esperimento però fallì: il ragazzo non ne sapeva neanche una.
Ma ora si era creato un vuoto, anzi una voragine, da colmare. Quel tempo, in cui avrebbe dovuto esserci ancora Adriano Celentano, doveva essere riempito.
Morandi s'affrettò a richiamare sul palco Geppi Cucciari, che scese le scale in silenzio, senza l'accompagnamento dell'orchestra, dato che, come precisò subito il maestro Marco Sabiu, non era prevista.
L'orchestra, fraintendendo una richiesta dell'attrice, eseguì subito un brano musicale, che invece sarebbe servito dopo, per annunciare il rientro in scena di Morandi.
Durante l'intervista, probabilmente improvvisata, che le rilasciò, Gianni Morandi, imbarazzato, fece trapelare che durante il Festival aveva dovuto essere diplomatico, e che aveva conosciuto molte persone: alcune brave, altre… un po' meno.
Successivamente, la brillante accoppiata vincente Luca Bizzarri & Paolo Kessisoglu dedicarono un monologo serio all'ironia e alla tempesta di polemiche scatenata su Celentano, tirando direttamente - anche se elegantemente - in causa Lorenza Lei, il Direttore Generale della Rai.
E infine, proprio quasi al termine della serata, gli scatenati Luca & Paolo ripiombano sul palco, e Luca, ironico e fugace come una saetta, dichiara che i movimenti di Morandi sono guidati da qualcuno, con il telecomando… e pure quelli di Celentano!
Un telecomando che in effetti, quella sera, aveva trasmesso il segnale!


NOTA DELL'AUTORE

Il racconto che avete appena letto è un misto di realtà e d'immaginazione, ed è opportuno separare i due ambiti. Ciò che è avvenuto in diretta sul palco dell'Ariston ha milioni di testimoni, e perciò è inconfutabile. I pensieri dei protagonisti, che per motivi narrativi ho attribuito direttamente a loro, sono invece frutto della mia fantasia e delle mie deduzioni, scaturite proprio mentre guardavo il Festival di Sanremo, che da sempre seguo con grande passione e attenzione.
Ritengo che nella vita non sia molto importante conoscere sempre la verità, sapere se le deduzioni che facciamo siano giuste o sbagliate. Ma dimostrare pubblicamente che abbiamo un nostro senso critico, che non ci fermiamo davanti alle apparenze, a ciò che gli altri ci mostrano, ma che sappiamo fare i relativi collegamenti tra tutto ciò che è accaduto, questo sì, lo ritengo proprio fondamentale!


©Sergio Rilletti, 2012