domenica 11 ottobre 2015

MyLife - MISTER NOIR: SNUFF MOVIE - INCONSAPEVOLE GIOCO DI MORTE (Una presentazione)

Come si sa, a volte, durante la stesura, un racconto può prendere una strada inaspettata, sorprendendo persino l’autore. Ma quello che probabilmente non si sa è che, a volte, la genesi di un racconto di fantasia ha degli improvvisi mutamenti, legati agli eventi della vita reale.
Sì, perché come scrissi nel lontano 2001 come incipit d’una recensione, uno dei primi lavori che ho fatto per M-Rivista del mistero, “Se la vita fosse un film, sarebbe un thriller!”. E i racconti, inevitabilmente, ne seguono le orme.
Il racconto che ho scritto per questa antologia, Snuff Movie - Inconsapevole gioco di morte, infatti è un’avventura di Mister Noir che avevo iniziato a scrivere nel 2008 per un numero di M che avrebbe dovuto essere dedicato a Sherlock Holmes, ma che, causa chiusura inaspettata della rivista, era rimasto incompleto.
E così l’inizio di Snuff Movie rimase nel cassetto virtuale del mio computer e della mia mente.
Tuttavia l’idea di mostrare Mister Noir - sempre talmente ironico e sicuro di sé che alcuni lettori lo scambiano addirittura per un supereroe -, intento a misurarsi con le proprie difficoltà motorie, che per pura coincidenza corrispondono perfettamente con le mie, mi allettava molto.
Quindi ripresi l’inizio di quel racconto, e lo continuai in modo diverso: non basandolo più su mirabolanti deduzioni, come avrei fatto per rendere omaggio a Sherlock Holmes, ma bensì su mirabolanti evoluzioni fisiche che Mr. Noir - che sta alle persone con disabilità come James Bond 007 sta ai normodotati, nella stessa identica misura! - deve compiere per districarsi in una famigerata casa in cui un gruppo di diversamente disabili, ufficialmente considerati normodotati, l’ha rinchiuso con l’intenzione di ammazzarlo attraverso un finto gioco, ovviamente truccato, e una serie di trappole sempre più micidiali… riprendendolo pure con delle telecamere!
Un thriller d’azione in cui l’acume di Mister Noir può risultare un grave handicap per lui stesso, dato che, a sua insaputa (ma non a quella dei lettori!), più in fretta risolve gli enigmi che gli si presentano, meno possibilità ha di salvarsi.
Un thriller d’azione in cui non mancano né Consuelo Gomez, la simpatica domestica filippina brontolona ma tuttofare, né Elena Fox, la bella e letale assistente-detective di Mister Noir.
Un thriller talmente d’azione che lo stesso Mister Noir, all’interno della vicenda, si paragona persino a Bruce Willis. Al Bruce Willis della serie cinematografica di Die Hard, naturalmente!
Un racconto ad alta tensione, che, pur ispirandosi ad una grave piaga sociale degli Anni ’70 - gli snuff movie, appunto, dove i protagonisti di certi film, con loro grande sorpresa e terrore, alla fine venivano realmente torturati e uccisi -, mantiene invariato lo spirito brioso della serie, con Mister Noir ed Elena Fox ironici e scatenati più che mai!
Un racconto in cui Mister Noir - primo eroe disabile seriale della Storia della letteratura italiana, protagonista oltretutto di thriller umoristici, che a Ottobre celebrerà il decennale della propria nascita - deve finalmente cavarsela da solo!
Un racconto che non solo è perfettamente in linea con la mussion positiva dell’antologia, ma che mi sono accorto che aveva molto a che fare proprio con la genesi dell’antologia stessa, dato che con mia enorme sorpresa, mi accorsi, inaspettatamente, in modo sbalorditivo, di stare scrivendo la versione “MisterNoirese” di Solo!.
E, devo ammetterlo, tale scoperta mi divertì molto!



©Sergio Rilletti, 2014