mercoledì 3 dicembre 2014

DISABILITA' ALTERNATA (Un articolo)

Se esistesse un computer abbastanza evoluto che riuscisse a trasformare le onde cerebrali prodotte dal mio pensiero direttamente in parole scritte, quest’articolo l’avrei già concluso da un pezzo!
Qualcuno magari starà pensando che io stia un po’ esagerando. Probabilmente ha ragione, ma vi assicuro che la mia velocità di creazione è infinitamente superiore a quella motoria, e dover adattare la velocità del mio pensiero a quella manuale è una cosa veramente complicata! Ma adattarsi ai propri tempi è una cosa abbastanza “normale”, anche per una persona disabile; i problemi iniziano quando si deve adeguare la propria velocità motoria a quella intellettiva di qualcun altro.
Quando una persona disabile e una normodotata si incontrano, tra loro si materializza il Grande Muro della “normalità”: la maledizione della società moderna che suddivide le persone in categorie e le rinchiude in preconcetti standard.
Incontrando un portatore di handicap, la persona normodotata, influenzata dall’aspetto fisico del suo interlocutore, si scopre improvvisamente handicappata, non connettendo più e pensando di dover ricercare il modo corretto per parlargli. La mancanza di preparazione la fa apparire un po’ goffa, sprovveduta, e, a volte, le fa commettere un grossissimo errore: le fa fingere di aver compreso le sue parole per non metterlo in imbarazzo, troncando la conversazione sul nascere e ottenendo l’effetto diametralmente opposto.
Questo atteggiamento, però, non deve essere utilizzato dal disabile come alibi per etichettare tutte le persone normodotate come “incompetenti”, escludendole a priori dalla propria sfera intellettiva ed escludendosi, a sua volta, dal mondo circostante. E’ assolutamente indispensabile, invece,  superare lo sgomento iniziale e tentare di farsi capire. In qualunque modo.
Solo così si può sperare di “alfabetizzare” l’altro, educandolo alla pazienza e facendogli capire che, con un po’ di impegno e di inventiva da parte di entrambi, si può benissimo avviare un rapporto significativo e piacevole.



©Sergio Rilletti, 2004